Sai qual è il cibo più adatto alle esigenze del tuo corpo?

Vogliamo vivere bene e in salute? Allora seguiamo un’alimentazione corretta e sana!

Ma un’alimentazione corretta e sana non va intesa solo da un punto di vista bio o nutrizionale. Per avere la possibilità di vivere sani, è necessario valutare il cibo anche rispetto al nostro corpo, alla nostra costituzione fisica.

Ogni essere umano, infatti, ha una tipologia fisica diversa dagli altri e, in naturopatia, rientra in uno, massimo due (con percentuali diverse per ognuno), dei tre tipi di costituzioni naturopatiche (carbonico, fluorico, fosforico) e dovrebbe alimentarsi secondo i valori richiesti da quella tipologia di fisico.

Ci sono persone che, attratte da questa o da quella moda del momento, non seguono un’alimentazione corretta. Cambiano la propria colazione abituale oppure il cibo che mettono in tavola durante i pasti, cercando più che il gusto dell’alimento o le richieste del proprio corpo (il corpo ci parla), il benessere che esso può offrire, citato da questa o quella fonte.

Alimentazione corretta: scegliamo frutta e verdura di stagione

Il cibo che mettiamo in tavola dovrebbe essere il più possibile di stagione e del luogo dove si consuma. La natura, infatti, mette a disposizione, per ogni ambiente naturale, frutta e verdura adatte all’ambiente stesso. Inoltre, gli alimenti di stagione sono freschi, non derivano da serre e, soprattutto, ci danno l’apporto giusto nella stagione in cui serve. La natura è perfetta e non andrebbe stravolta.

Questa dovrebbe essere la prima valutazione da fare quando si sceglie di seguire un’alimentazione corretta e sana. Il solo fatto che il cibo contenga questo o quel minerale o quella proteina o vitamina, non è sinonimo di “vivere sani”.

Alimentazione corretta: quando il cibo non è quello giusto

Un’alimentazione corretta consiste nell’immettere nel corpo il cibo che si adatta meglio alle esigenze del fisico che lo deve assorbire. Quando, nella nostra dieta, inseriamo alimenti che il nostro corpo non è idoneo a digerire, vitamine o sali minerali che non necessitiamo o che sono in sovrappiù, andiamo spesso incontro a intolleranze alimentari.

Facciamo un esempio pratico. Sono molte le persone che, ultimamente, inseriscono nella propria colazione la spremuta di arancia. A parte il fatto che le arance, durante i mesi estivi, non dovrebbero essere consumate perché sono frutti invernali.

È necessario, poi, considerare che la spremuta di arancia alla mattina non è adatta a tutti. Ci sono fisici che la accettano e ne traggono beneficio, altri che proprio non riescono a digerirla. In queste persone, la spremuta di arancia non solo provoca un rallentamento della digestione, ma blocca la digestione di qualunque altro cibo si sia ingerito nel frattempo o anche successivamente.

Se basta un caffè…

Chi sono queste persone? Quelle che, con un solo caffè alla mattina, sentono di avere la giusta carica. Perché volere per forza ingerire altro? Così si appesantiscono le funzioni digestive e si arriverà a mezzogiorno ancora con quella “spremuta” da digerire.

Per non parlare di chi, ritenendo sana una colazione all’inglese, tende a ingerire forzatamente i cibi che normalmente la compongono, senza considerare il proprio “tipo costituzionale” e senza considerare che l’Italia ha un clima e un modus vivendi completamente diverso da quello inglese.

Alimentazione corretta: è tutta questione di costituzione fisica

Ci sono varie teorie sull’alimentazione corretta rispetto i propri parametri personali. Una di queste è quella del dottor Rudy Lanza (fondatore dell’omonima scuola di naturopatia), basata sulla costituzione fisica ma ritengo validissime anche la dieta del gruppo sanguigno del dottor Mozzi e quella ayurvedica tradizionale.

Ma come fare a capire quali sono gli alimenti adatti a noi in base alla nostra costituzione fisica? Se proprio non siamo in grado di capirlo da soli, possiamo sempre rivolgerci a un bravo naturopata per ricevere delle indicazioni su quali sono gli alimenti che ci portano beneficio e quali, invece, sarebbe meglio mettere da parte.

Talvolta, può succedere di iniziare a non tollerare più cibi che fino al giorno prima hanno fatto tranquillamente parte della nostra dieta. Ciò che è interessante sottolineare è che l’intolleranza nasce, spesso, dall’aver abusato di un certo alimento per troppo tempo consecutivamente.

Una persona amante della pasta che ne “abusi” per troppo tempo potrebbe, a un certo punto, non essere più in grado di espellere l’eccesso di scorte di lieviti (i lieviti si nutrono di carboidrati ed emettono sostanze che inducono il nostro cervello a richiederne sempre di più) e, soprattutto, di glutine e diventarne intollerante o sviluppare una sensibilità al glutine.

Ndr: spesso i sintomi che attribuiamo a intolleranze alimentari possono, in realtà, essere dovuti ad anomalie imputabili alla popolazione batterica intestinale (come nel caso della sindrome dell’intestino irritabile).

Variare la dieta è la prima regola

La dieta variata dovrebbe essere la base per tutti i tipi di costituzione, sebbene, seguendo le indicazioni dell’alimentazione corretta per tipo di costituzione fisica, alcuni alimenti dovrebbero essere privilegiati e altri addirittura eliminati dalla dieta stessa.

Solo alimentandoci in modo giusto e sano per il corpo che abbiamo ricevuto al momento della nascita, possiamo pensare di avere una vita sana.

Un bravo naturopata che ci indirizzi verso un’alimentazione corretta, adatta a noi, è sicuramente la chiave per risolvere alcune delle più grosse problematiche di questo tempo.

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Daniela Spachtholz
Scritto da
Daniela Spachtholz
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