Come prendersi cura del bambino interiore

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Il bambino interiore o bambina interiore è quella parte di noi che conserva i ricordi, i vissuti, le emozioni e i bisogni che hanno caratterizzato la nostra infanzia. È una rappresentazione simbolica delle nostre esperienze più vulnerabili e autentiche, che influenzano profondamente il nostro comportamento, le nostre relazioni e il nostro benessere emotivo da adulti.

Chi è il bambino interiore che vive in ciascuno di noi

Il bambino interiore o bambina interiore è una parte viva di noi che custodisce esperienze, emozioni e bisogni che richiedono ascolto e cura da parte dell’adulto che siamo diventati. Il bambino interiore è una parte della nostra personalità e come tale è sempre presente dentro di noi, influenzando il modo in cui percepiamo il mondo e reagiamo alle situazioni quotidiane.

Alcune persone sono in sintonia con il proprio bambino interiore, l’hanno accolto e accudito nel tempo, dando voce ai suoi sentimenti, pensieri e vissuti, consentendo così una rielaborazione e accettazione delle proprie esperienze passate. Al contrario, altre persone, proprio a causa delle esperienze passate, possono ignorare o reprimere questo aspetto, senza comprendere appieno le sue necessità emotive.

In psicologia, il concetto di bambina o bambino interiore è ampiamente studiato e compreso come una componente essenziale del nostro sé e della nostra psiche. Esso rappresenta tutte le esperienze e i vissuti che hanno contribuito a plasmare la nostra identità e il nostro modo di essere nel mondo.

Riconoscere e custodire il proprio bambino interiore è fondamentale per comprendere e affrontare le esperienze che ci condizionano dall’infanzia.

Riconoscere il bambino interiore ferito

Il bambino o bambina interiore ferita è quella parte di noi che ha subito un trauma, uno shock in tenera età e non è riuscita ad elaborarlo e superarlo. Quello che accade è che noi cresciamo ma quella parte ferita rimane bloccata in quel dolore. E fintanto che non ci diamo il permesso di ascoltarla, di vederla, non riusciamo a guarirla. Così quei traumi rimangono lì, sepolti nell’inconscio. E sono proprio quei traumi antichi nascosti alla nostra vista che condizionano maggiormente la nostra autostima, le nostre relazioni e le nostre scelte di oggi. Perché quelle scelte sono agite da un bambino, da una bambina ferita di due, tre o più anni imprigionata nel corpo di un’adulta di trenta, quaranta, cinquant’anni.

Inoltre, secondo una prospettiva sciamanica, qualsiasi esperienza traumatica causa una perdita dell’Anima, che risulta così frammentata. Questa Anima frammentata corrisponde al concetto di bambino o bambina interiore ferita studiato in psicologia.

Come si manifesta il bambino interiore ferito?

Può manifestarsi attraverso sentimenti di dolore, paura, solitudine, vergogna, rabbia. Questi sentimenti affondano le radici nelle esperienze passate, spesso non risolte o non elaborate, in cui le figure di attaccamento primarie (genitori o altre figure significative) potrebbero non essere state in grado di fornire il sostegno e la cura di cui la bambina o il bambino aveva bisogno.

Può emergere quando i bisogni non soddisfatti dell’infanzia cercano di farsi sentire, rappresentando la voce soffocata di quella bambina (o bambino) che non è stata ascoltata. Questi bisogni possono riguardare l’amore, l’accettazione, la sicurezza, il sostegno, l’approvazione e altre forme di nutrimento emotivo.

Come ci si accorge della presenza di questi bisogni irrisolti?

Alcuni esempi:

  1. Nelle relazioni di coppia attiriamo sempre un certo tipo di partner che puntualmente ci tratta male, ci ignora, ci tradisce, ci tiene nascoste, ci dà buca, ci dedica i suoi ritagli di tempo, ci usa per i suoi interessi, e via dicendo; oppure siamo noi a non volerci impegnare, a essere fredde o troppo gelose, a non apprezzarci, a trovare pretesti per chiudere ogni relazione.  
  2. In famiglia siamo sempre quelle che si sacrificano, mettiamo da parte noi stesse, ci facciamo in quattro per gli altri, non riusciamo a mettere confini, rinunciamo alle nostre passioni e progetti, siamo ipercritiche nei nostri confronti; oppure reagiamo con rabbia e frustrazione a una semplice osservazione, non prendiamo decisioni, deleghiamo agli altri le nostre responsabilità.
  3. Al lavoro non riusciamo a declinare responsabilità aggiuntive, a chiedere l’aumento al capo, a dire quello che pensiamo, a dire di no a pratiche poco etiche, a farci valere con le persone del nostro gruppo; oppure ci sentiamo inadeguate o a disagio quando riceviamo una critica costruttiva oppure un complimento o continuiamo a rimandare l’inizio di un progetto anziché affrontalo con fiducia e determinazione.

In sostanza, quando qualcosa ci fa sentire male o ci mette a disagio, la nostra bambina interiore si attiva, facendoci reagire come se stessimo rivivendo esperienze infantili dolorose. Questo può portarci a ripetere schemi dannosi che ostacolano il nostro benessere.

Liberarsi dal peso del passato per aprirsi alla felicità

Esplorare e guarire le ferite della propria bambina o bambino interiore significa liberarsi del peso del passato, aprendo così le porte a una maggiore autostima, fiducia in se stesse e soddisfazione nelle proprie relazioni e nella propria vita. Più ci prendiamo cura di lei/lui, più ci apriamo alla felicità. Al contrario, più la ignoriamo, più lei/lui farà di tutto per attirare la nostra attenzione. E questo ci porterà solo a ferite più grandi. Prendersi cura della propria bambina interiore è una parte del lavoro che faccio con le clienti nei miei percorsi 1:1.

Come guarire il bambino interiore

Guarire il bambino o la bambina interiore significa rielaborare e accettare le proprie esperienze passate per adottare, nel presente, nuovi comportamenti, anziché continuare a perseguire vecchi schemi. Questo processo richiede di diventare dei genitori amorevoli verso noi stesse.

Che cosa significa esattamente? Significa riconoscere e soddisfare le necessità della nostra bambina interiore, spesso in cerca di conforto e sollievo. Idealmente, durante l’infanzia, dovrebbero essere i nostri genitori o altre figure di riferimento a fornire questo sostegno. Nella realtà molte di queste necessità potrebbero essere rimaste insoddisfatte.

La buona notizia è che anche da adulte possiamo colmare queste mancanze diventando noi stesse quei “genitori” protettivi e attenti che da bambine non abbiamo avuto. In questo modo, riusciremo a sentirci più serene, stabili e sicure di noi stesse.

Ma come si mette in pratica? Utilizziamo le nostre capacità adulte, come la gentilezza, l’empatia e la compassione, per rivolgerci alla bambina o bambino interiore, che vive dentro di noi. Facciamo un inventario delle sue preoccupazioni e dei suoi bisogni e la sosteniamo in modi che potrebbero non essere mai stati ricevuti in passato. Questo significa assumersi la totale responsabilità di questi bisogni, anziché continuare a chiedere agli altri di soddisfarli al posto nostro.

Quale cambiamento concreto porta nella nostra vita?

Alcuni esempi:

  • Dire di no a una richiesta senza sentirsi in colpa
  • Prendersi i propri spazi senza paura di essere criticate
  • Chiedere aiuto senza considerarsi persone deboli
  • Iscriversi all’università anche a 40 anni senza attendere il consenso
  • Alzare la mano per raccontare la propria idea senza temere di fare brutta figura
  • Permettersi di essere arrabbiate senza sentirsi delle brutte persone
  • Negoziare per mantenere un equilibrio tra lavoro e vita privata senza conformarsi alle aspettative
  • Esprimere i propri sentimenti in modo aperto senza paura di esporsi
  • Chiudere una relazione che ci fa soffrire senza paura di restare da sole

Prendersi cura del bambino interiore: 4 esercizi efficaci

Ci sono alcuni esercizi di auto-cura che personalmente mi sono stati molto di aiuto e che puoi iniziare a sperimentare anche tu.

1. Riconosci le emozioni che ti stanno bloccando

Un esercizio il cui intento è guidarti nel riconoscere e gestire le emozioni scomode radicate nel cuore della tua bambina o bambino interiore, come rabbia, delusione, tristezza, frustrazione, legate alle esperienze del tuo passato. Inizia identificando le emozioni scomode che stai sperimentando nel presente. Cerca di risalire alla loro origine, accogliendo anche eventuali ricordi dolorosi o traumatici che potrebbero emergere.

Questo lavoro di consapevolezza ti aiuta a portare in superficie le emozioni negate o represse legate ai comportamenti dei tuoi genitori o di altre figure significative, per consentire loro di essere viste e riconosciute senza giudizio. Ammettere quelle emozioni significa offrire loro la possibilità di trasformarsi.

Prendi carta e penna e annota ciò che emerge, consentendo alla tua bambina interiore di esprimersi liberamente attraverso la scrittura. L’obiettivo non è accusare chi ti ha ferita, ma piuttosto riconoscere, accettare e trasformare le emozioni provate per favorire la tua guarigione.

2. Dialoga con il tuo bambino interiore

Dialogare con la tua bambina o bambino interiore significa volgere lo sguardo alle esperienze della tua infanzia che ti hanno ferita (abbandono, rifiuto, tradimento, umiliazione, abuso) ed entrare in contatto con quella parte di te che ha vissuto quelle esperienze dolorose. Per poi dare voce a quella bambina e aiutarla a guarire.

Ecco come procedere:

  1. Trova un luogo tranquillo e prenditi del tempo per rilassarti. Assicurati di avere carta e penna a portata di mano.
  2. Dedicati a un momento di centratura portando l’attenzione al tuo respiro per qualche minuto. Ripercorri la tua infanzia lasciando che i ricordi di situazioni o momenti che potrebbero aver influito sui tuoi schemi di comportamento attuali riaffiorino.
  3. Scrivi una lettera alla tua bambina/bambino interiore. Parla con lei come se fosse una versione più giovane di te. Esprimi amore, comprensione e sostegno. Chiedi a questa parte di te come sta, quali sono i suoi bisogni, paure o desideri. Lascia che si esprima in modo sincero e autentico, senza censure.
  4. Stai in ascolto delle risposte che affiorano dentro di te, facendo caso anche alle emozioni e sensazioni che dovessero emergere. Prendi nota.
  5. Poi falle una promessa. Dille come ti prenderai cura di lei da oggi in poi.
  6. Scegli un’azione pratica da compiere nei prossimi giorni per dare al tuo bambino/bambina interiore ciò che ti ha chiesto.

3. Scrivi una lettera ai tuoi genitori

Scrivi una lettera ai tuoi genitori, esprimendo senza filtri il tuo stato d’animo, i tuoi sentimenti, e le tue emozioni, particolarmente quelli a cui non hai potuto dare voce durante l’infanzia. Puoi scegliere di scrivere lettere separate per tuo padre e tua madre, o una lettera unica. Questo esercizio può essere svolto anche se i tuoi genitori biologici non sono più vivi.

Attraverso questa lettera puoi mettere a conoscenza i tuoi genitori del modo in cui ti hanno amata, ma anche di tutte le volte in cui ti hanno causato ferite o mancanze. L’obiettivo principale della lettera non è giudicare i tuoi genitori, ma piuttosto informarli sugli effetti che i loro comportamenti hanno avuto su di te, creando uno spazio fisico e mentale per esprimere tutto ciò che senti di voler tirar fuori, inclusa la rabbia, il risentimento, i bisogni, le paure, o i sentimenti di delusione.

Nello scrivere la lettera è fondamentale lasciare da parte l’adulto e permettere alla tua bambina/bambino interiore di esprimersi liberamente, senza difendere o giustificare il comportamento che hanno avuto i tuoi genitori. Se ti senti a tuo agio e i tuoi genitori sono ancora vivi, puoi anche considerare di consegnare loro questa lettera o di comunicargli queste cose direttamente.

4. Datti il permesso di disobbedire ai divieti della tua famiglia

Inizia riflettendo su quali divieti ti sono stati imposti da bambina e sulle emozioni e le paure profonde ad essi associate. Poi, considera come questi divieti possano ancora oggi influenzare le tue scelte e il tuo comportamento. Analizza quali azioni stai compiendo e quali rinunce stai facendo a causa di questi divieti. Chiediti il motivo di queste rinunce e prendi nota di tutte le tue osservazioni.

A questo punto, esplora le conseguenze di disobbedire a questi divieti. Identifica le potenziali sfide e i rischi, ma anche le opportunità e i benefici che potresti ottenere: chiediti «Qual è la cosa peggiore che potrebbe accadere se io disobbedissi a quei divieti?» e «Qual è la cosa migliore che potrebbe accadere se lo facessi?». Nel fare questo esercizio, potresti scoprire che molti di questi divieti hanno perso la loro rilevanza e che le paure associate non sono così grandi come una volta immaginavi.

Ora, prendi in considerazione la possibilità di lasciar andare questi divieti e ribellarti, concedendoti il permesso di agire in modo diverso. Ricorda che non hai più bisogno di cercare l’approvazione esterna per prendere decisioni che riguardano la tua vita. Consentendo a te stessa di disobbedire, stai anche concedendo libertà alla tua bambina interiore, al tuo bambino interiore, affinché possa esprimersi liberamente e riscattarsi dal peso di questi divieti. Riconsidera l’idea di disobbedire come un atto di autodeterminazione e di amore verso te stessa.

Conclusioni

In conclusione, esplorare e prendersi cura di questa parte vulnerabile e spesso trascurata di noi stesse può portare a una profonda trasformazione personale e spirituale. Attraverso il riconoscimento e l’accettazione delle emozioni, dei bisogni e delle ferite della bambina o bambino interiore, possiamo liberarci da schemi dannosi e favorire un maggiore equilibrio emotivo. Lavorare con il proprio bambino o bambina interiore attraverso un percorso di coaching o sciamanico offre l’opportunità di guarire il passato e liberarsi dai condizionamenti negativi, per riconnettersi con la propria autenticità e vivere una vita più piena e soddisfacente.

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Valeria Antonelli

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Valeria Antonelli
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