Il Libro della Vita: ricordare chi siamo e perché siamo qui

Il Libro della Vita contiene tutte le memorie e le decisioni della nostra anima rispetto al nostro viaggio qui sulla Terra. Si tratta di memorie energetiche e vibrazionali relative sia alla vita che stiamo vivendo nel presente, qui e ora, esattamente in questo preciso momento, sia alle nostre vite passate e a quelle che vivremo in futuro.

Il Libro della Vita e il programma della nostra anima

Cos’ha programmato la nostra anima prima di incarnarsi? Cosa siamo venuti a fare qui? Qual è il senso della nostra vita? Cosa abbiamo bisogno di apprendere? Qual è il nostro scopo? Quali esperienze ci aiuteranno a realizzarlo? Quali prove necessarie abbiamo scelto di affrontare? Quali ostacoli? In che modo li supereremo?

È tutto scritto nel nostro Libro della Vita, ovvero il libro dove sono registrate tutte le informazioni che ci riguardano, tutte le scelte che abbiamo già fatto riguardo il nostro cammino qui (sebbene al momento non le ricordiamo), oltre a tutti i dettagli di situazioni che ci stanno a cuore e il modo in cui possiamo affrontarle al meglio.

Il Libro della Vita contiene, quindi, notizie preziose sul nostro passato, presente e futuro ed è in continuo aggiornamento: ogni nuova esperienza che facciamo viene messa agli atti. Più viviamo la nostra vita in armonia con quanto è scritto nel nostro Libro della Vita e nel rispetto delle Leggi Universali che governano il Cosmo, più il nostro cammino qui sarà fluido e saremo davvero in grado di realizzare noi stessi.

La nostra anima ha un disegno da portare a compimento

Secondo la Teoria della ghianda, descritta da James Hillman (psicanalista e fondatore della psicologia archetipica) nel libro Il codice dell’anima, ogni individuo fin da bambino, esattamente come una piccola ghianda, racchiude già in sé tutte le potenzialità che gli serviranno per diventare una bellissima e maestosa quercia.

Prima della nascita l’anima di ciascuno di noi sceglie un’immagine rappresentativa, un disegno (che poi vivremo sulla terra) e riceve un compagno, un daimon che è unico ed è il portatore del nostro scopo, del nostro carattere, della nostra vocazione, della nostra chiamata.

Ci siamo scelti il corpo, i genitori, il luogo e la situazione di vita adatti all’anima e corrispondenti alla sua necessità.

James Hillman

Nel venire al mondo noi ci dimentichiamo di tutto questo ma il daimon, che conosce bene quali sono gli elementi del disegno prescelto annotati nel Libro della Vita, fa di tutto affinché la nostra unicità e i nostri talenti si esprimano. Il punto è che i condizionamenti (credenze, convinzioni, regole, verità) che riceviamo senza tregua dall’ambiente esterno (famiglia, società) fin dai primi anni di vita, ci allontanano da questo disegno originale, da chi siamo davvero, dalla nostra identità primigenia, dalla nostra vera natura, e rendono il nostro cammino qui, un percorso a ostacoli.

Il Libro della Vita e le prove che scegliamo di affrontare

La nostra anima prima di incarnarsi decide anche quali saranno le prove e le esperienze che avremo bisogno di vivere per conoscerci, crescere, migliorarci, amarci, amare e ripulire il karma. In base all nostra personalità e al nostro libero arbitrio, decideremo poi come affrontare queste prove per superarle.

Ostacoli, sfide, imprevisti, sconfitte, momenti difficili, bui e dolorosi fanno parte del viaggio, li abbiamo programmati (da non credere, vero?) e sono inevitabili (leggi la mia storia). Non è questione di fortuna o sfortuna. Tutti, in un modo o nell’altro, siamo chiamati ad affrontarli, poiché sono funzionali al nostro scopo, a quello che siamo venuti ad apprendere qui e annotato nel Libro della Vita.

Quello che cambia è il modo in cui reagiamo a ciò che ci succede.

La vita non è ciò che ci accade, ma ciò che facciamo con ciò che ci accade.

Fabio Volo

Fare le vittime e lamentarsi non ci aiuta a superare le avversità. Pensare che niente dipenda da noi e che la responsabilità di quello che ci succede sia sempre di qualcun altro, ci toglie tutto il potere che invece abbiamo. E questo potere è legato alle nostre scelte.

Scegliere di cambiare i nostri pensieri, convinzioni, verità, quello che crediamo di noi stessi e del mondo e lo sguardo con cui interpretiamo le cose che ci accadono, è un ottimo primo passo per allentare la sofferenza e riallinearci al nostro scopo.

La sofferenza è frutto della nostra mente

La nostra mente è piena delle parole inutili di cui l’abbiamo riempita, parole che non fanno altro che separarci dalla nostra essenza, dalla nostra anima. Così, la nostra vita, invece di essere un gioco meraviglioso, diventa un incubo. È la mente che crea tutta la sofferenza che proviamo.

Il suo instancabile chiacchiericcio ci tiene in scacco. Mette in dubbio ciò che siamo e ciò che possiamo, mina la nostra autostima, distrugge la nostra creatività, blocca il nostro entusiasmo, sabota le nostre scelte. Lasciarle il campo libero significa accettare il suo biasimo, smettendo di credere in noi stessi, nelle nostre risorse e potenzialità.

Ogni volta che la ascoltiamo ci allontaniamo dalla possibilità di creare la nostra vita secondo il disegno originale scritto nel nostro Libro della Vita. Rimaniamo bloccati in ciò che crediamo, nella realtà che ci siamo costruiti e con cui ci siamo identificati, e non ci permettiamo di sperimentare qualcosa di diverso, di fare o dire qualcosa che esce dai confini che ci siamo imposti.

La mente ci serve, sì, per trovare strategie, modi e azioni per realizzare i nostri desideri e compiere il nostro viaggio, non per intralciarlo.

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Seguiamo il Libro della Vita… degli altri!

Carl Gustav Jung, il padre della psicologia analitica, ha identificato nell’archetipo della Persona, la maschera che indossiamo per presentarci al mondo esterno. La maschera è quella parte che ciascuno di noi mostra di sé e che ci è necessaria per inquadrarci in ruoli, in personaggi ben definiti ed essere così accettati. La maschera è, dunque, la nostra facciata pubblica, una sorta di camuffamento creato, da un lato, per generare una precisa impressione sugli altri, dall’altro, per nascondere la nostra vera natura.

Perché lo facciamo? Perché il giudizio degli altri ci condiziona e noi abbiamo paura di apparire diversi. Così, facciamo carte false pur di crearci un’identità desiderabile, in primis a noi stessi. Rinunciamo alla possibilità di essere ciò che siamo, adottiamo comportamenti che ci allontanano dalla nostra vera identità, ci conformiamo a modelli che poco o nulla hanno a che fare con noi. E, alla fine, in quei modelli ci identifichiamo, quei modelli diventano i nostri.

Altro che vivere in armonia con il nostro Libro della Vita!

La trappola dell’Ego

Attraverso la maschera ci creiamo così una nuova identità falsa che è quella della mente, l’Ego, che non corrisponde a ciò che realmente siamo, ma a quello che crediamo di essere. E questo in funzione dei ruoli e dei personaggi che interpretiamo (sì, proprio come gli attori) e in cui ci siamo identificati, delle etichette che ci siamo attribuiti, degli aggettivi con i quali ci siamo classificati.

L’Ego include i pensieri, le opinioni, le preferenze, i giudizi. Si tratta di una serie di programmi mentali e comportamenti che mettiamo in atto e che sono condizionati, ovvero dipendono da situazioni passate che, senza rendercene conto, abbiamo fatto nostre: abitudini, credenze, convinzioni, regole, conoscenze apprese attraverso l’esperienza di qualcun altro, ecc.

E così, talvolta, ci ritroviamo a vivere una vita che non abbiamo scelto, che non è certo quella scritta nel nostro Libro della Vita. Oppure a svolgere professioni che non amiamo, a frequentare persone che non ci valorizzano, a trattenere quello che abbiamo dentro, perché siamo prigionieri di questa falsa identità. E crediamo di essere solo quello. Ne siamo assolutamente convinti. Non ci apriamo alla possibilità di essere anche altro.

Abbiamo smarrito la strada

La nostra mente è piena di pensieri che non sono nostri. Soffochiamo il nostro sentire sotto strati e strati di doveri, regole, leggi, verità, credenze, abitudini, perché ciò che sentiamo ci spaventa, perché capita che questo sentire non coincida con quello che il mondo là fuori dice e insegna.

Così, ignoriamo la nostra voce, le nostre verità, quello che siamo e desideriamo, reprimiamo la nostra immaginazione, i nostri sogni. Cerchiamo le risposte fuori di noi, anziché guardarci dentro. Definiamo noi stessi, ciò che siamo e ciò che sentiamo con le parole di altri, con luoghi comuni, con concetti già impacchettati.

E, sempre con la stessa modalità, emettiamo giudizi, facciamo paragoni, cerchiamo conferme, leggiamo nel pensiero, facciamo profezie, prendiamo decisioni. Usiamo il nostro libero arbitrio nel peggiore dei modi, per poi lamentarci della nostra vita e dare la responsabilità delle nostre scelte agli altri.

Eppure, ognuno di noi ha il suo viaggio da compiere qui, che non può essere uguale a quello di un altro. Ciascuno ha il suo scopo registrato nel Libro della Vita. Non ha alcun senso paragonarsi e/o competere con gli altri, rincorrere gli standard decisi da altri, sottostare a regole e verità che altri hanno confezionato per noi. Gli altri non siamo noi. Il nostro scopo non è il loro.

A volte ce la raccontiamo ma il corpo non mente e ci parla

Imparare ad ascoltare il corpo è una grande risorsa che ci può aiutare a capire se abbiamo smarrito la strada. Quando la direzione che abbiamo preso non è quella del nostro scopo, il corpo si ribella e inizia a inviarci dei segnali (sintomi fisici e malesseri vari) sempre più chiari.

Quei segnali sono lì per aprirci gli occhi, per farci capire che la nostra vita non è in linea con i nostri reali bisogni, con i nostri desideri più autentici. Al di là di ciò che la nostra mente vuole farci credere. La mente ci costringe a vedere solo ciò che può vedere e ci confina in spazi che limitano le nostre possibilità.

Continuare a vivere secondo le regole e le verità di altri ci dà l’illusione di non avere alcun potere di cambiare la nostra vita. Ma non è così. Questa è solo la scusa che ci raccontiamo per non agire, così possiamo continuare a lamentarci. In fondo, se è sempre colpa degli altri, cosa possiamo fare noi?

Ma il corpo non mente, è la mente che lo fa. E, allora, forse vale la pena di fermarsi un attimo, prestargli attenzione e imboccare la strada per ritrovare se stessi.

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Liberarsi dai condizionamenti e onorare la nostra esistenza

Liberarsi dai condizionamenti, riscoprire le nostre verità, avere fiducia in ciò che siamo e in ciò che possiamo essere, creare, cambiare e costruire, è il modo per onorare la nostra esistenza qui e realizzare il viaggio che abbiamo scelto di compiere nel nostro Libro della Vita. Siamo qui adesso, in questa vita, nel corpo che abitiamo, nei personaggi che interpretiamo, per sperimentare, apprendere, realizzarci. Siamo qui per costruire la nostra vita sui nostri sogni e desideri.

Continuare a limitarci, anche inconsapevolmente, per non diventare quello che siamo, significa continuare a vivere una vita a tratti difficile da sopportare. Una vita infarcita di infelicità, sacrificio, fatica, sofferenza e dolore. Ma abbiamo il libero arbitrio e in ogni istante possiamo scegliere di cambiare rotta e dirigere il nostro percorso là dove ci guida il nostro cuore.

Ciò che ci accade non è mai per caso, e se impariamo a cogliere il senso del messaggio racchiuso, possiamo risolvere molti aspetti della nostra vita che ancora ci tengono legati a certe dinamiche. Il potere della nostra vita è nelle nostre mani. Noi siamo gli unici creatori e artefici della realtà che viviamo. Lo so che è difficile per la nostra mente accettare questa idea.

Le nostre convinzioni creano la nostra realtà

Eppure, se vogliamo che le cose cambino dobbiamo partire da noi stessi, dalle nostre credenze, dalle convinzioni a cui siamo attaccati poiché, quello di cui siamo convinti è quello che sperimenteremo nella nostra realtà. Cambiare le nostre convinzioni su noi stessi e sulla vita è la strada che ci permette di svoltare.

Il fatto che fino a oggi abbiamo accettato le situazioni intorno a noi come qualcosa di impossibile da cambiare, non significa continuare a farlo. Il fatto che fino a oggi ci siamo adeguati a copioni che ci hanno imprigionato, non significa continuare a farlo. È in nostro potere fare scelte diverse. Siamo liberi di scegliere sempre.

Questo certamente implica spostare la nostra attenzione su un altro livello: cambiare il modo in cui guardiamo le cose, cambiare prospettiva, uscire dalla nostra zona comoda, mollare i nostri punti di riferimento, le nostre certezze, le nostre resistenze e darci il permesso di ascoltarci e trovare le nostre risposte. Ma implica anche iniziare a “guarire” la nostra vita per viverla in accordo con la nostra unicità e il nostro Libro della Vita.

Concludo questo articolo con alcune domande per te: «Ti piace la vita che stai vivendo? Quanto ti rispecchia? Quanta volontà stai impegnando per viverla? Credi che non ci sia alcuna possibilità di cambiare le cose? Credi davvero che nulla dipenda da te?».

Ti aspetto nei commenti.

Riferimenti e approfondimenti

  • Hillman J. Il codice dell’anima. Gli Adelphi
  • Lucchini S. Il Libro della Vita. Anima Edizioni

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Valeria Antonelli
Scritto da
Valeria Antonelli
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