Profumo: fitness olfattivo!

… un profumo… può risollevare le nostre giornate, arricchire le nostre notti e creare pietre miliari nelle nostre memorie. Una fragranza è emozione.

Ne è convinto l’australiano britannico Michael Edwards, classe 1943, il guru dei profumi, una vera autorità nel mondo delle fragranze. Il suo il libro, Fragrances of the World, rappresenta una vera e propria opera omnia a disposizione di produttori e appassionati che vogliano conoscere notizie o curiosità su quasi tutte le fragranze commercializzate nel nostro pianeta, ne ha annusate e catalogate quasi 12.000. Ci inchiniamo. E al contempo, cerchiamo di elaborare, qui, le nostre convinzioni.

Fragranza, emozione liquida

Esiste, infatti, una teoria che parla di educazione al profumo. Profumo per sentirsi bene, per cambiare stile, per cambiare noi stessi e cambiare la percezione che gli altri hanno di noi. Usare un profumo per accompagnare la realtà che ci circonda verso soluzioni migliorative, è possibile. Bastano pochi istanti, pochi gesti e subito, noi, insieme agli altri, possiamo godere di piacevoli sensazioni che, dal naso, si propagano verso le più complesse sfere della psiche.

Ma scegliere il profumo adatto al momento storico che attraversiamo, all’occasione che vorremmo rendere perfetta, richiede tempo e impegno. Dobbiamo avvicinarci ad una fragranza con mente aperta e spirito critico: facciamo un esempio. Riteniamo di aver bisogno di audacia affinché un certo incontro, personale o di lavoro, ci regali la soddisfazione che desideriamo? La risposta potrebbe essere facile e immediata: un’essenza alla gardenia! La compriamo e via!

Gocce di promesse dalla A alla Y

Provati per te, in olio essenziale o quale componente primaria di un profumo. Parte da qui… la scia che aiuta!

Arancia Amara: tonifica e fortifica mente e corpo.
Bergamotto: auto fiducia alle stelle, nota da supereroe.
Camelia: armonia e purezza, con il sé e il circostante.
Gardenia: audacia, desideri impossibili che si avverano!
Gelsomino: migliora il proprio umore e quello degli altri!
Legni di cedro, bianco e nero: scatto ed energia pronto uso.
Mandarino: una botta di endorfine. Allegria e battuta pronta.
Fiori d’arancio: infonde romanticismo e pensiero positivo.
Mughetto: tensioni alla larga! Scioglie l’ansia e la timidezza.
Muschio bianco: migliora l’istinto: e sei il re della foresta!
Patchouli: rilassa, stordisce, ammalia. Ed è subito magia!
Peonia: contro l’insonnia. Sogni d’oro e pace in terra.
Pepe rosa: Eros a me! Afrodite a me! Bellezza piccante.
Pesca: dolcezza e golosità. Attira-coccole, rende irresistibili.
Melograno: dopo sport perfetto, una ventata rinfrescante.
Rosa Damascena: tristezza, per favore, va via! E se ne va.
Rosa Centifolia: ama e chiama il sole. Anti-meteoropatia.
Sale naturale: e sei subito elegante, anche in t-shirt bianca.
Vetiver: l’antistress per eccellenza. Induce al sorriso.
Ylang ylang: stop a collera e rancore. Favorisce il perdono.

Scegliere il profumo: ecco i consigli per non sbagliare

Calma

Le cose non stanno così. Non dobbiamo pensare di aver trovato tanto in fretta la chiave che ci apre quella porta. Prepariamoci a un piccolo rituale. Prima parola: calma. Annulliamo, per un attimo, tutto ciò che ci circonda e lasciamo che il nostro istinto ci guidi. Quello stesso istinto che richiama alla mente le nostre memorie olfattive, quello che, una volta sentito un odore, ci fa galoppare a ritroso fino a un volto, un tempo, un luogo, un cielo che abbiamo amato o odiato. Quell’istinto che ci dice irrevocabilmente (e quasi irragionevolmente): “questo posto mi fa sentire a casa, oppure, non fa per me, queste persone mi piacciono tanto, oppure, mi mettono a disagio”.

Ascoltiamo

Dunque, apriamo la boccetta, con calma. Poi accendiamo la nostra sensibilità, liberiamo il nostro istinto e con fiducia… ascoltiamo. Non soltanto, annusiamo, ma proprio ascoltiamo. Dove ci sta portando l’istinto? Cosa stiamo provando? Dopo di che, diamo la parola alla nostra materialità, al nostro corpo. Poniamo due gocce della fragranza che ci piace sul dorso della mano (mai sui polsi, il sangue scorre troppo veloce!) e sulle tempie. Fine. Nient’altro.

Bisogna esprimere il profumo racchiuso nelle nostre anime!

Federico Garcia Lorca

Quali sensazioni proviamo?

Usciamo dalla profumeria o dall’erboristeria e passeggiamo, andiamo tra la gente, pensiamo all’esperienza che ci aspetta e scopriamo come reagisce la nostra fisicità. Se col passare delle ore (ce ne vogliono un paio), le sensazioni che proviamo sono gioiose, cariche di energia, e il nostro corpo assume un’identità che cattura reazioni benevole, abbiamo compiuto la scelta giusta, abbiamo trovato “l’armonico accordo” tra spirito ed entità tangibile. Al contrario, mettiamoci di nuovo in marcia: la ricerca della fragranza continua.

Perché forse, a dispetto delle nostre convinzioni, la nostra psiche e il nostro corpo non avevano bisogno di audacia, per tornare all’esempio della gardenia, ma, magari, di dolcezza, come quella che promette l’essenza di pesca. E quell’incontro di cui aspiriamo la riuscita, dovrà essere affrontato con un approccio completamente diverso, più morbido, rassicurante, senza impennate fenomenali.

Indossiamolo

E una volta trovato l’accordo armonioso, indossiamolo del tutto, il nostro profumo. Non dimentichiamo, però, di usare, come basi, un sapone e un deodorante a percezione neutra, completamente inodori. Sarebbe un peccato vanificare il frutto delle nostre ricerche mascherandolo o, peggio, alterandolo.

Se ci avvaliamo di un nebulizzatore, applichiamolo sulla pelle tenendo una distanza di circa 10 centimetri; se in gocce: dietro le orecchie, sull’ombelico (è la parte centrale del nostro corpo che muove le corde delle reazioni primarie e primordiali), nella parte interna delle caviglie. Non guasta anche sull’orlo dell’abito, della giacca o su un angolo della sciarpa o del foulard. Ne basta una goccia o una lieve spruzzata in ogni punto appena descritto. Guai ad esagerare: troppo profumo stordisce e spesso infastidisce.

In poche mosse diventa Maître à Parfume: crea tu il tuo profumo!

Alcol: usa solo quello per dolci, facilissimo da reperire, in drogheria o nella grande distribuzione.
Bottigliette vuote: ne puoi trovare in stile “medicinale”, in farmacia o in erboristeria, oppure artistiche, dai maestri vetrai. Ma capita sovente di trovarne dalla forma graziosa e di formato accettabile nei negozi di liquori.
Olio essenziale: scegli la tua fragranza, solo in erboristeria.
Proporzioni: 10 gocce di olio essenziale in 9 millilitri di alcol. Un trucco: usa una bottiglietta di profumo vuota (in genere è di 10 millilitri), lavala bene, infinitamente, con uno scovolino, fai asciugare, versaci le 10 gocce di olio essenziale e aggiungi l’alcol senza riempire fino all’orlo.
Agita prima dell’uso: con delicatezza, fai in modo che alcol e olio essenziale si fondano completamente.

Il viaggio alla ricerca della fragranza perfetta è terminato, abbiamo plasmato i nostri gesti, i nostri comportamenti e spiegato con quale intensità dovremmo prepararci ad esprimerli. Non sempre un buon esercizio richiede forza, scatto e vigore. Uno dopo l’altro, lasciamo che i muscoli di corpo e mente si sollevino e prendano la forma più corretta e armoniosa. Facciamo sì che il benessere ci avvolga con movimenti pensati, con piccoli stacchi, come quelli che facciamo tra una serie e l’altra, in palestra. E il benessere diventerà anche ben-essere, con un trattino nel mezzo.

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Valeria Antonelli
Scritto da
Valeria Antonelli
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