carenze

Le carenze: cause ed effetti delle malattie. Quali relazioni?

Inizia, con questa prima parte, una serie di articoli che affrontano un tema particolare e sicuramente interessante: quello delle carenze.

“Se manca qualcosa” la nostra vita può diventare impossibile. È come se, in un qualsiasi strumento, mancasse il componente essenziale o il prodotto essenziale che lo fa funzionare. Ve lo immaginate un violino senza alcune corde o una chitarra senza i capotasti? Come potrebbe suonare?

Le carenze stanno alla base di molte problematiche fisiche e non solo fisiche. In una struttura complessa come quella del corpo umano, dove gli equilibri sono spesso molto delicati da mantenere, una mancanza può essere davvero deleteria e causare forti squilibri a tutti i livelli.

Il nostro discorso parte, comunque, un pochino a monte: vale a dire, dal discorso legato a cause ed effetti della malattia che, in questa prima parte, sarà ampiamente trattato, anche con diversi esempi. In tal modo, potremo capire quando lavorare su una carenza potrà davvero risolvere un problema, oppure se il lavorarci su, seppur necessario, sarà solo in grado di migliorare la situazione. Cosa comunque già molto importante.

Sergio Ragaini

Carenze: qual è la soluzione?

Partiamo dal presupposto che il corpo umano non è un piatto di pasta. Quindi, se manca qualcosa, se ci sono delle carenze vitaminiche o altri tipi di carenze, la soluzione non è certo immediata.

Vi faccio un esempio che credo renda bene il tema delle carenze. Supponiamo di voler preparare un cibo qualsiasi. Per esempio, un normalissimo piatto di spaghetti al pomodoro. Prepariamo il tutto, mettendo l’acqua sul fuoco. A un certo punto, apprestandoci a preparare il sugo, ci rendiamo conto che… manca il pomodoro. Frughiamo nella dispensa, alla ricerca, almeno, di qualche salsa di pomodoro, di un concentrato che possa sostituire il pomodoro fresco. D’accordo, non sarà la stessa cosa, ma comunque si tratta di pomodoro! Nulla, non c’è ombra di pomodoro! Allora, scoprendo che abbiamo dell’aglio e dei peperoncini freschi, ci accontenteremo di spaghetti aglio olio e peperoncino.

Tuttavia, spesso, il problema può essere più significativo. Potremmo, per esempio, scoprire che non abbiamo gli spaghetti. E forse, in casa, non abbiamo proprio nessun tipo di pasta. È tarda sera, e nella zona non ci sono supermercati aperti dove poter reperire qualsiasi cosa di commestibile. Quindi, tutto quello che potrebbe restarci da fare è ripiegare su un’insalata, su un kebab, su una pizza. La pasta certo è fuori discussione.

E se le carenze sono nel corpo umano?

Per il corpo umano, il discorso è decisamente molto più complesso. Nel corpo umano non è così facile “sostituire” qualcosa che manca con qualcosa di diverso. Infatti, ogni singolo organo svolge quella determinata funzione, e non è così facile pensare che altri organi possano supplire a quella funzione.

Se il fegato funziona male, per esempio, il suo lavoro non può essere effettuato dai reni, perché questi hanno una funzione completamente differente. Allo stesso modo, se lo stomaco digerisce male, questo processo non può essere svolto dal pancreas, perché questo ha un compito completamente diverso.

Nel corpo umano le carenze possono generare problemi anche molto gravi

Quindi, nel corpo umano, le carenze, la mancanza di uno o più “ingredienti fondamentali” per il funzionamento di un organo, può generare problemi, anche molto gravi. Ogni cosa deve quindi funzionare correttamente. Il rischio è che si generino dei problemi che potrebbero estendersi anche ad altri organi, e addirittura, nei casi più gravi, mettere in pericolo la nostra stessa sopravvivenza.

cause, effetti

Reazioni a catena: un problema si può propagare

Il corpo umano non è fatto “a pezzi”, ma spesso la Medicina Ufficiale questo lo ignora. E il motivo è sovente dovuto all’eccesso di specializzazione da parte dei medici. Cosa che, se da una parte aumenta la conoscenza del settore specifico di utilizzo, dall’altra porta a una visione limitata della situazione.

Nel corpo umano i problemi possono propagarsi. Le carenze possono dare origine a reazioni a catena. Poiché nulla è isolato, tutto è interconnesso. Quando, per esempio, abbiamo un problema al fegato, anche la digestione può venirne influenzata. Un problema di colon irritabile può ripercuotersi anche a livello psichico e viceversa. Ancora, se il tasso di zuccheri nel sangue è eccessivo, questo genera ripercussioni su tutto il corpo, talvolta molto gravi. I pazienti malati di diabete lo potranno confermare.

Una bassa gittata cardiaca potrebbe nascondere un disturbo alla tiroide

Una persona, misurando la pressione arteriosa, scopre di avere una bassa gittata cardiaca. Questo significa che la pressione minima e quella massima sono molto vicine. Subito, il cardiologo potrebbe pensare a un problema cardiaco, e indicherà una serie di esami specifici che potrebbero non dare alcun esito. O potrebbero, effettivamente, evidenziare dei problemi, che però non saranno la causa della scarsa gittata cardiaca.

Forse, il cardiologo potrebbe non pensare che la tiroide influenza anche la gittata cardiaca. Quindi, un cattivo funzionamento della tiroide (spesso un ipofunzionamento) potrebbe generare quel problema. La situazione, quindi, potrebbe non essere relativa al cuore, ma alla tiroide. Se il cardiologo in questione è lungimirante, prescriverà anche degli esami alla tiroide ed esami per individuare eventuali carenze ormonali, o indirizzerà da un esperto in quel settore, che possa eventualmente farlo.

Senza una visione allargata della medicina, però, il cardiologo potrebbe continuare a prescrivere esami e cure specifiche per il cuore, quando il problema è altrove. Una visione che vede il corpo umano come un tutt’uno è quella che davvero può salvarci da molti problemi. E ridonarci benessere e armonia.

Cause ed effetti: ogni effetto è causa per altri effetti

Nel caso appena citato, la causa della bassa gittata cardiaca non risiedeva nel cuore, ma nella tiroide. Questo già ci mostra che la causa di una malattia ci può allontanare dal punto di origine della stessa, e può portarci a qualcosa che ci conduce ancora più lontano. Infatti, noi ragioniamo soltanto in termini di rapporto causa-effetto. Quindi, a ogni causa associamo un effetto e a ogni effetto associamo una causa scatenante.

Il discorso è invece molto più complesso. Noi vediamo le cose solo attraverso un orizzonte limitato. Tuttavia, tutto ha cause e condizioni (il Buddhismo, e non solo, insegna). Quindi, ogni effetto non solo è generato da una causa, ma a sua volta è causa per altri effetti. Allo stesso modo, una causa non solo genera effetti, ma a sua volta è effetto di un’altra causa.

Quando pensiamo a una malattia, pensiamo alla causa che l’ha generata e ci fermiamo lì. Invece, quella causa può essere stata semplicemente l’effetto di un’altra causa che, a sua volta, sarà effetto di una causa, e così via. Questo ci porta a costruire una catena di cause ed effetti e potremmo, in teoria, non fermarci mai in questa progressione.

corpo sottile

La causa della malattia può risiedere all’esterno del corpo fisico

Oltre il corpo fisico, infatti, esiste il corpo sottile. I modelli a disposizione, in tal senso, sono diversi. Uno di quelli più diffusi vede il corpo fisico come ultimo e più piccolo elemento di una serie di “corpi sottili”, in cui ognuno contiene il precedente. Questi hanno strutture molto simili a quelle del corpo fisico stesso, avendo nadi (canali energetici) al posto delle vene, nelle quali scorre il prana (energia vitale), equivalente al sangue del corpo fisico. Le nadi si incontrano nei chakra (centri energetici), che hanno come interfaccia fisica le ghiandole endocrine. Si ritiene, per esempio, che uno squilibrio a un chakra provoca uno squilibrio nella corrispondente ghiandola endocrina, a cui questo chakra è collegato.

Tralascio questo discorso, in quanto ci porterebbe molto lontano dal nostro tema. Mi interessa, qui, far comprendere come le cause possono essere molto lontane e molto remote. Occorre quindi cercare una causa su cui possiamo cominciare a lavorare davvero. Ammesso che il fatto di trovarla ci aiuti a risolvere gli effetti. Cosa non sempre possibile. Ed è quello che vedremo a breve.

Lavorare sulle cause risolve gli effetti?

Talvolta sì, ma non sempre! Spesso le persone sono propense a credere che risolvere la causa di una problematica di salute possa risolvere gli effetti in maniera definitiva. Talvolta è così ed è importante comprenderlo. Le carenze di cui parlavo riguardano proprio questo. Tuttavia, non sempre risolvere la causa, anche in maniera definitiva, risolve l’effetto, vale a dire la malattia stessa.

Noi siamo propensi a pensare che un effetto sia mantenuto in vita da una causa e, se quella causa smette di essere attiva, l’effetto cessi. Non sempre è così, e con qualche esempio ce ne rendiamo conto in maniera diretta.

Un esempio di causa, mantenuta in vita da un effetto, è un motore a scoppio. Per poter funzionare ha bisogno di carburante. Quando il carburante non è più presente nel motore, questo si ferma. In questo caso, il fatto che il motore funzioni (effetto del moto) è possibile grazie all’esistenza della causa (carburante). Qui, il rapporto causa-effetto è mantenuto dalla causa.

Facciamo però un altro esempio. Consideriamo un’auto con un servosterzo a olio. Se questo manca, il servosterzo funziona male e ci avvisa del problema mediante un rumore abbastanza sinistro. A questo punto, comprendendo il problema, corriamo ai ripari aggiungendo olio. Se, però, non ci curiamo del problema, e continuiamo a guidare nonostante tutto, il servosterzo finirà per rompersi. Quando questo accadrà, aggiungere olio non servirà a ripararlo e il servosterzo andrà riparato!

Non sempre risolvere le cause risolve automaticamente anche gli effetti

Spesso, tra causa ed effetto, per dirla in termini abbastanza comprensibili, si rompe la relazione diretta. Nel senso che l’effetto prosegue “nonostante” l’esistenza di una causa. Ormai, quindi, il legame diretto tra causa ed effetto si è in qualche modo spezzato e l’effetto prosegue, avendo vita propria.

In fondo, la realtà stessa è piena di questi esempi. Lo è anche la nostra stessa vita. Noi siamo qui, in questo momento, perché qualcuno (i nostri genitori) ha generato il corpo che attualmente abitiamo. Tuttavia, la nostra vita prosegue indipendentemente da loro. Nel senso che il nostro corpo “ha vita propria”. Ha avuto una vita strettamente connessa con quella della madre nei primi mesi di vita, ma ora è autonomo. Quindi, l’effetto (vita del nostro corpo) non è più direttamente connesso alla sua causa (generazione della nostra vita da parte dei nostri genitori).

cura-corpo

Lavorare sulle cause è sempre fondamentale

Non farlo permette a un problema di aggravarsi. Se, per esempio, un danno ambientale in un certo luogo è stato provocato da un eccesso di inquinamento, risolverne la causa permetterà all’effetto di non peggiorare. Tuttavia, alcuni danni che questa causa ha provocato andranno riparati.

Similmente, se ignoriamo che il danno al servosterzo sia stato provocato dalla mancanza di olio, questo si romperà di nuovo. Conoscere la causa che ne ha provocato la rottura è fondamentale, per evitare che il problema si ripresenti. Tuttavia, il servosterzo andrà comunque riparato, perché ormai si è rotto.

Quello che fa la differenza tra una causa che, se risolta risolve l’effetto, e una causa che invece non risolve l’effetto, è tutta in un verbo: se un problema “è causato” da qualcosa, allora significa che la causa lo sta ancora provocando. Eliminando la causa il problema svanirà. Se, invece, il problema “è stato causato” da qualcosa, lavorare sulla causa sarà comunque fondamentale ma non sarà in grado di risolvere l’effetto, che ormai ha vita autonoma e proseguirà nonostante la causa che l’ha provocato.

Inoltre, le cause, spesso sono molto remote e non si conoscono, o non si riescono a conoscere. Ricordando che un effetto è causa di un altro effetto e ogni causa è effetto di un’altra causa, occorre tenere presente che la causa su cui lavorare, che a sua volta è un effetto, deve essere quella che più ci aiuta a risolvere il problema. O, almeno a gestirlo nel migliore dei modi.

Comunque, lavorare sulle carenze aiuterà in ogni caso, soprattuto a livello preventivo.

DMCA.com Protection Status
Articolo pubblicato il 8 Novembre 2016Categoria/e: Alle radici del b... base di molte pro... Visualizzazioni: 1637Permalink: https://ww ... ttie/
Sergio Ragaini

Articolo di: Sergio Ragaini

Sono Sergio Ragaini, matematico, scrittore e divulgatore. Ho sempre visto la matematica come mezzo per “andare oltre” le percezioni, oltre...