minerali, sostituire

Se manca qualcosa

Le carenze: sostituire o correggere? Scopriamo i minerali!

Spesso, la medicina ufficiale, quando trova qualcosa che non funziona, utilizza sostanzialmente due metodologie: la prima è, per così dire, “sostitutiva”, ovvero, punta quasi subito a sostituire, con un farmaco, la funzione che un determinato organo svolge. La seconda, è di tipo “correttivo”, che significa cercare di correggere un determinato funzionamento.

In entrambi i casi, il problema non si risolverà. Piuttosto, soprattutto con la prima delle due azioni, si cronicizzerà. L’alternativa che si cercherà qui di proporre, naturalmente se applicabile (non sempre lo è, occorre ricordarlo), potrebbe invece essere risolutiva.

Entreremo quindi “nel vivo” del problema, iniziando una panoramica su alcuni dei minerali più importanti per il nostro organismo e descrivendo cosa accade se questi sono in difetto.  

Questa seconda parte si concluderà affrontando le principali pompe organiche del nostro corpo, al fine di comprendere come gli equilibri sono fondamentali e come, spesso, ad una carenza da una parte possa corrispondere un eccesso dall’altra.

Sergio Ragaini

Cosa può mancare nel corpo? Come può essere affrontata e gestita una carenza?

Partiamo subito con un esempio pratico. Una persona ha un problema alla tiroide, che pare funzionare poco. A questa persona viene, solitamente, somministrata la componente che la tiroide non produce adeguatamente, in questo caso la tiroxina (T4), che assieme alla triiodotironina (T3), è uno dei due ormoni prodotti dalla tiroide. Sostituire il funzionamento di un organo con un prodotto ad hoc, è un qualcosa che nella medicina allopatica viene fatto spesso.

Questo, in linea di massima, non è completamente sbagliato: infatti, se manca del tutto la produzione di qualcosa, in qualche modo occorre operare. Sostituire diventa dunque fondamentale. Ricordiamo, ad esempio, la nota ex sciatrice Janica Kostelic, plurivincitrice di Coppa del Mondo di Sci Alpino, alla quale era stata asportata la tiroide e che per necessità assumeva quotidianamente l’ormone sostitutivo. Questo non le ha impedito di conseguire incredibili successi. In quel caso, sostituire il funzionamento dell’organo con qualcosa di assunto dall’esterno è corretto.

Quando sostituire diviene un’abitudine

Tuttavia, cosa succede quando sostituire diviene un’abitudine, anche quando quell’organo potrebbe ancora funzionare? Semplice: succede quello che potrebbe accadere a una persona che, nel caso avesse difficoltà a reperire un prodotto, trovasse tutti i giorni quel prodotto sul tavolo. La persona, in quel caso, smetterebbe anche solo di provare a reperirlo.

Per la tiroide la logica è la stessa: se somministriamo quotidianamente l’ormone che la tiroide dovrebbe produrre, questa smetterà o quasi di produrlo, andando “fuori uso” in maniera, di fatto, definitiva. In tal modo, la persona rimarrà “schiava” di quel farmaco per tutta la vita.

Ragionando in termini di causa-effetto, il discorso è molto semplice: un organo non produce quello che dovrebbe produrre o lo produce in quantità troppo basse, quindi sostituiamo il suo funzionamento a livello biochimico. È uno schema molto usato nella medicina allopatica che, purtroppo, non cura ma cronicizza. Ed è una tendenza troppo utilizzata dalle strutture mediche.

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Questione di iodio

Facendo un passo più in là, verso le cause, potremo forse arrivare a capire qualcosa di essenziale. La mancata produzione degli ormoni tiroidei, tiroxina e triiodotironina, è regolata dallo iodio. Lo iodio è un componente fondamentale per la loro sintesi. La sua carenza ne impedisce la corretta produzione da parte dell’organismo, causando i problemi di ipotiroidismo.

In questo caso, per risolvere il problema, basta supplire alla carenza di iodio attraverso l’alimentazione o integrandone il fabbisogno, non c’è bisogno di sostituire con un farmaco. Gli alimenti più ricchi di iodio sono indubbiamente i pesci e i crostacei. Se consumati regolarmente, il problema non si porrà. Chi non li consuma, può optare per latte e uova che ne contengono, seppur in misura minore, oppure compensare con appositi integratori.

Rifacendoci allo schema causa-effetto, nella fattispecie, l’effetto (scarsa produzione degli ormoni tiroidei) è dovuto alla mancanza di iodio (causa), agendo sulla causa, si risolve l’effetto. Che questa risoluzione sia, di fatto, definitiva non si può dire, potrebbero esserci altri fattori in gioco che provocano, ad esempio, un’eccessiva eliminazione di iodio. In quel caso, sarebbe opportuno agire su questi. Naturalmente, se è possibile farlo.

Agire sulla causa risolve sempre l’effetto?

In caso di malattia occorre, sempre, lavorare sulla causa più a monte per curarla efficacemente o, comunque, per gestirla al meglio qualora una cura definitiva non sia possibile. Infatti, se è vero che spesso la medicina ufficiale (e il caso della tiroide lo dimostra), non tende a curare ma a cronicizzare gli effetti, è anche vero che, in alcuni casi, non è così semplice curare definitivamente un qualcosa, magari dovuto a un problema trascurato da anni. In quel caso, agendo il più a monte possibile, si controllerà comunque al meglio la malattia.

Nel caso specifico della tiroide, che il problema della mancata produzione degli ormoni tiroidei sia dovuto ad una carenza di iodio o ad una sua eccessiva eliminazione per qualche causa (che è comunque equivalente sebbene, in questo caso, la somministrazione di iodio non sarà risolutiva), supplire a questa carenza assumendolo attraverso l’alimentazione o con opportuni integratori, risolverà il problema o migliorerà comunque la situazione, perché siamo in presenza di un organo (la tiroide) che ancora “funziona”, semplicemente non si trova nelle condizioni di lavorare adeguatamente. È come un motore senza benzina.

Nel caso in cui, invece, il motore sia “rotto”, dare benzina non servirà a farlo funzionare correttamente. Occorrerà ripararlo. Analogamente, nel caso della tiroide, se questa non “funziona” più, sostituire con l’ormone surrogato non potrà che essere salvifico.

Rigenerazione del corpo: il grande aiuto

Va però detto che il nostro corpo ha una grande capacità di autorigenerarsi. Tutte le cellule del corpo, in generale, possono rigenerarsi, le uniche che pare non si rigenerino sono quelle nervose e cerebrali. Anche se recenti studi potrebbero smentire questo assunto.

Quindi, di fatto, nulla è perduto e un buon lavoro su un problema e sulle sue cause può, spesso, aiutare a risolverlo o comunque a migliorarlo moltissimo. In questo caso, alcuni principi nutritivi e supplementi nutrizionali, possono davvero aiutare questo processo di rigenerazione. E sarà come avere “un corpo nuovo”, per una nuova vita.

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Ma quali sono i nutrienti che ci mancano o che ci possono mancare?

Lo iodio è sicuramente uno di questi, è molto importante per la salute dell’organismo. Più in generale, le vitamine e i minerali.

Può essere però interessante considerare di dividere i supporti nutrizionali in due ulteriori categorie:

  1. prodotti che possono essere assunti, di fatto, in quantità praticamente illimitata
  2. prodotti che occorre assumere con attenzione, cercando di non superare un determinato dosaggio, il che potrebbe avere conseguenze anche non così lievi.

Nella prima categoria, quindi, non esiste di fatto il problema legato al sovradosaggio (anche se vedremo che non sempre è proprio così. L’attenzione è sempre opportuna!). Dove questo accade, è possibile che, a dosaggi anche molto superiori al fabbisogno giornaliero, questi prodotti esercitino effetti notevoli, che vanno a di là degli effetti che il prodotto, a dosaggio più basso, può esercitare. C’è anche chi lo afferma, e ne parleremo più avanti.

Nei prodotti presenti nella seconda categoria, invece, gli effetti da sovradosaggio possono essere considerevoli. In alcuni casi vi possono essere anche “inversioni” degli effetti: vale a dire, l’eccesso di alcuni di questi prodotti può provocare effetti esattamente opposti rispetto a quelli che gli stessi prodotti producono se assunti a dosi corrette.

Via libera ai minerali

Minerali o sali minerali. Per chi non fosse avvezzo di chimica, un sale è un composto chimico ottenuto combinando il residuo di un acido (quindi un acido privato dell’idrogeno) e un metallo. Solitamente, l’elemento benefico è il metallo in questione.

In generale, il sale non ha una grande rilevanza e l’elemento benefico è il metallo in sé, tuttavia, vi sono dei casi in cui è importante il composto a cui il metallo è associato, in quanto vi sono delle proprietà che vengono esplicate solamente con quel composto.

Un esempio può essere dato dal magnesio. Il magnesio è un metallo che, come detto, si trova sotto forma di sale. Come tutti i sali, una volta posto in soluzione, si scinde nella componente metallica (ione positivo) e in quella del residuo di acido (ione negativo).

Nel caso del magnesio, sebbene sia proprio il metallo magnesio ad esercitare effetti positivi, il sale a cui è associato potrebbe amplificare determinati effetti. Ad esempio, il solfato di magnesio ad alto dosaggio, ha decisi effetti lassativi, superiori a quello di altri composti con questo metallo.

Anche il calcio è uno dei metalli che può cambiare gli effetti a seconda del sale a cui è associato. Ad esempio, nel caso lo si associ a un sale di bromo, ottenendo quindi “bromuro di calcio”, si otterrà un prodotto dalle forti azioni sedative. Si ottiene, in parole povere, il classico “bromuro”, da sempre utilizzato come calmante.

In altri casi, vi sono elementi che sono sì necessari, ma in piccolissime quantità. È il caso degli oligoelementi. Questi sono prodotti che devono rigorosamente essere assunti in quantità molto limitate. Altrimenti possono insorgere problemi anche gravi.

Tra gli oligoelementi più utilizzati possiamo citare: manganese, cobalto, rame, oro, argento, zinco, fluoro. Quest’ultimo, che non è un metallo (si trova, infatti, in forma libera come ione negativo), a piccole dosi è un oligoelemento necessario, anche per la salute dei denti e delle ossa. Lo si trova nei cibi quali frutti di mare, patate e birra. Ad alte dosi, però, è un prodotto tossico. E per alte dosi si intendono dosi davvero molto basse, superiori anche a solo 4 mg al giorno. In tal caso, gli effetti benefici divengono dannosi. E sono proprio i denti i primi a manifestare problemi, con la comparsa di macchie bianche che si vanno ad allargare.

Per questo motivo, se si usano dentifrici molto ricchi di fluoro, soprattutto se ci si lava i denti diverse volte al giorno, conviene non mettere sullo spazzolino la classica “striscia” di dentifricio. Ne basta qualche puntino! In tal modo si potranno avere gli effetti benefici del fluoro stesso, senza averne eventuali danni.

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Aiutarsi con i minerali conviene: ma attenzione a non eccedere!

I minerali sono nutrienti indispensabili al nostro organismo, una loro carenza può, infatti, provocare problemi fisici anche piuttosto gravi. Tuttavia, il loro eccesso può ugualmente causare problemi, invertendo, come visto nel caso del fluoro, gli effetti. I minerali non possono, quindi, essere assunti, virtualmente, in quantitativi praticamente illimitati, le dosi non devono essere superiori a un certo quantitativo. Tale quantitativo non è fissato in maniera oggettiva, ma in linea di massima dipende dalle singole persone.

È interessante altresì notare come i minerali svolgano un effetto benefico non soltanto sul fisico, ma anche sulla psiche.

Magnesio

Il magnesio meriterebbe un articolo a sé, per le sue grandi proprietà benefiche. Queste proprietà, davvero notevoli, abbracciano un grandissimo ventaglio di azioni possibili. Pensiamo solo al fatto che il magnesio, all’interno della cellula, attiva oltre 300 enzimi, vale a dire sostanze che permettono reazioni all’interno del nostro organismo.

Il suo campo di azione è davvero notevole: agisce da regolatore della pressione arteriosa, del ritmo cardiaco (alcuni casi di tachicardia sono dati dalla carenza di magnesio) e dell’umore, aiuta lo stomaco e l’intestino. Non a caso, il noto antiacido “Magnesia Bisurata Aromatic” ha come principio attivo anche il carbonato di magnesio, oltre al bicarbonato di sodio e al carbonato di calcio. Il magnesio (in particolare nella forma solfato) oltre ad avere un effetto lassativo (se assunto oltre i 10 g/die), è un grande aiuto altresì nella trasmissione degli impulsi nervosi, in caso di epilessia, in caso di insonnia ed è responsabile della formazione dello smalto dei denti.

In natura è presente in diversi cibi quali, ad esempio verdure fresche a foglia verde, legumi, mais, fichi, semi oleosi, noci e mandorle. Come integratore lo si trova sotto forma di sale (ad esempio il solfato di magnesio).

La sua carenza provoca effetti particolarmente negativi a livello cardiovascolare, dalla tachicardia sino a provocare la formazione di grumi nel sangue e nel cervello. Una sua carenza a livello di psiche e sistema nervoso, oltre a dare origine ad ansia e depressione (forse è anche per questo che il magnesio è definito “minerale antistress”), ostacola la trasmissione degli impulsi nervosi e può portare a tetania (contrazioni forzate e involontarie dei muscoli), lesioni alle gengive, e a disturbi psichici che vanno addirittura sino ai cambiamenti di personalità.

La carenza di magnesio è piuttosto comune, in quanto spesso gli alimenti cotti perdono buona parte di questo minerale. La dose consigliata è sino a 350 mg al giorno, che può salire anche di molto per motivi terapeutici. Attenzione a chi beve molti alcolici! L’alcol, soprattutto se in eccesso, causa l’eliminazione di magnesio!

Se si eccede con il magnesio, gli effetti si invertono e si hanno, ad esempio, apatia, ansia, depressione, tachicardia. Tuttavia, soprattutto alcuni composti di magnesio, quali il cloruro, hanno una spia fondamentale per comprendere se ne stiamo assumendo in quantitativo eccessivo: la diarrea. Quando questa sopravviene, salvo casi particolari, è spesso una spia di eccesso. A meno che non sia l’effetto che vogliamo provocare, ad esempio con sali quali il solfato di magnesio, che a dosaggi superiori ai 10 g al giorno ha effetti lassativi.

Potassio

Si tratta di un altro minerale importante per il metabolismo cellulare e il buon funzionamento delle cellule. Infatti, lo si trova in particolare all’interno delle cellule (fluido intracellulare). La sua funzione principale è proprio legata al metabolismo cellulare e all’ossigenazione del cervello. Contribuisce, inoltre, all’attività neuromuscolare.

Il potassio si trova, in natura, nelle verdure a foglia verde, nelle patate (in particolare nelle bucce), nella frutta secca, nei datteri, oltre che nei cereali integrali e nei semi di girasole. Il nostro fabbisogno giornaliero è attorno ai 2 g. Alcuni prodotti a base di ormoni ne causano l’eliminazione.

La sua carenza provoca disturbi piuttosto gravi a livello del sistema neuromuscolare, con muscoli flosci (atonia muscolare), battito cardiaco rallentato, debolezza, fragilità ossea e sterilità. Gravi carenze di potassio possono portare anche alla morte.

In commercio esistono anche integratori che combinano il magnesio al potassio. Alcuni, però, sconsigliano questo tipo di assunzione, in quanto provocherebbe una reciproca eliminazione dei due minerali. Ulteriori conferme sono però necessarie.

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Calcio

Il calcio è forse il minerale più diffuso dell’organismo. È uno dei principali costituenti delle ossa e questa è una delle sue funzioni principali: mantenere in buono stato le ossa e i denti.

Ma le sue funzioni non si limitano a questo: infatti, regola anche il processo di coagulazione del sangue e la secrezione ormonale. Inoltre, regola il funzionamento di alcuni neurotrasmettitori quali la serotonina e la norepinefrina (noradrenalina). Non a caso viene utilizzato per i suoi effetti calmanti (bromuro di calcio). Ecco perché alcune persone hanno l’abitudine di assumere un bicchiere di latte prima di andare a dormire.

Il latte e i suoi derivati, quali yogurt e formaggi, sono una delle principali fonti di calcio. Lo si trova in abbondanza anche nelle verdure, quali spinaci, rucola, broccoli, radicchio rosso, verza e asparagi, oltre che nei legumi, nelle erbe aromatiche, nelle mandorle e nel tofu.

Il calcio, generalmente, non viene ben assorbito dall’organismo: se ne assorbe circa il 30% (nelle donne in menopausa non più del 7%), sebbene il suo assorbimento sia favorito da alcune vitamine.

Se il calcio manca, si possono verificare problemi piuttosto gravi, sia a livello osseo, sia a livello cardiaco, con aritmia e possibili problemi di ipertensione. Se la carenza non è troppo forte, si manifesta con crampi muscolari, aumento del colesterolo nel sangue, intorpidimento di braccia e gambe, palpitazioni e, a livello nervoso, irritabilità. Nei casi di carenza più grave, si arriva anche a convulsioni e demenza.

Oggi, una persona con 200 mg/dl di colesterolo è già posta sotto cura (prima i valori giudicati “eccessivi” erano superiori a 250) e, similmente, se ha una pressione arteriosa di 130-90 mmHg (mm di mercurio), viene dichiarata ipertesa. Questo comporta l’assunzione di farmaci vita natural durante, perché, in particolare nel caso dell’ipertensione, si decide che questo problema non è guaribile ed è “cronico”.

Tuttavia, forse, basterebbe lavorare su un’eventuale carenza di calcio per risolvere il problema. Ma non tutti ci pensano. Come sempre, “sostituire una funzione non perfetta” pare più utilizzato che cercare di recuperarla.

La salute è una questione di minerali in equilibrio

Avete mai sentito parlare di pompe ioniche? Queste sono meccanismi che regolano importanti equilibri all’interno del nostro organismo: quello tra sodio e potassio e quello tra magnesio e calcio.

La pompa sodio-potassio (Na+/K+) è responsabile del mantenimento, all’interno delle cellule, di una elevata concentrazione di ioni potassio e di una bassa concentrazione di ioni sodio. Attua quindi, attraverso la membrana plasmatica, un trasporto attivo di ioni potassio verso l’interno della cellula e di ioni sodio verso l’esterno. Questo scambio di minerali genera un campo elettrico a cavallo della membrana stessa. La pompa sodio-potassio è un vero e proprio generatore elettrico che fornisce energia e il nostro corpo funziona con l’elettricità che essa produce; il perfetto funzionamento di questa pompa è, dunque, essenziale per il processo della vita.

Dove questa pompa non funziona adeguatamente, si possono generare malattie degenerative e/o incurabili. Se si osservano le cellule tumorali, infatti, si vede che, al contrario di quelle sane, hanno molto sodio all’interno, e molto potassio all’esterno. Il sodio richiama glucosio (nutrimento delle cellule) e permette la loro duplicazione. Nonostante questo, nella ricerca cosiddetta “ufficiale”, non si lavora su questo. Perché? Lascio a voi la risposta.

L’altra importante pompa ionica è la pompa del calcio (Ca2+) che estrude attivamente ioni calcio dalla cellula. Gli ioni calcio servono a coordinare la contrazione muscolare. Molto importante, a questo proposito, l’equilibrio calcio-magnesio. Nel meccanismo eccitazione–rilassamento nervoso, questi due minerali concomitano molto bene, in quanto il magnesio provoca rilassamento, mentre il calcio provoca eccitazione.

Se vi è una carenza o un eccesso di uno dei due, alcuni processi potrebbero risultare alterati. Questo dimostra l’importanza di assumere i minerali nella dose giusta per noi e non in una dose eccessiva.

I sali minerali sono dunque fondamentali per molti processi del nostro organismo e, in molti casi, rendono inutile il sostituire. Tuttavia, i minerali, da soli, non esauriscono sicuramente gli elementi necessari alla nostra salute. Nel prossimo articolo parleremo di vitamine, nutrienti importantissimi per il nostro benessere psicofisico. Vi aspetto!

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Articolo pubblicato il 29 Novembre 2016Categoria/e: Alle radici del b... ad esempio Visualizzazioni: 3546Permalink: https://ww ... rali/
Sergio Ragaini

Articolo di: Sergio Ragaini

Sono Sergio Ragaini, matematico, scrittore e divulgatore. Ho sempre visto la matematica come mezzo per “andare oltre” le percezioni, oltre...