carenze vitaminiche

Vitamine: cosa succede al nostro corpo quando mancano

In questa terza parte affrontiamo il tema delle vitamine e della loro carenza. Le carenze vitaminiche, infatti, possono causare gravi problematiche di salute, sia sul piano fisico sia su quello psichico. Le vitamine sono sostanze necessarie al nostro corpo ma il nostro corpo non è in grado di sintetizzarle e vanno, pertanto, assunte dall’esterno.

Alcune vitamine possono essere consumate praticamente in qualsiasi quantitativo (naturalmente, con consapevolezza) altre, invece, se consumate in eccesso, possono dare luogo a problemi anche di una certa entità. Vedremo quali.

Sergio Ragaini

A tutte vitamine verso un benessere consapevole tra corpo e mente

Le vitamine, queste sconosciute, almeno in parte. Ne sentiamo parlare davvero molto spesso. Ma che cosa sono le vitamine? Sono sostanze che hanno una particolarità: si trovano soltanto negli organismi viventi (e non, per esempio, in rocce o altro). Il corpo non le sintetizza e devono, pertanto, essere assunte dall’esterno. Ecco perché, andare incontro a carenze vitaminiche, non è poi una cosa tanto improbabile.

Esistono vitamine naturali (quindi tratte o assunte da prodotti naturali) e chimiche (vale a dire, sintetizzate in laboratorio). In generale, l’effetto non dovrebbe essere così differente, anche se qualcuno sostiene che le vitamine di sintesi siano meno assimilate dal corpo. Possono essere sostanzialmente distinte in due gruppi: vitamine idrosolubili (ovvero solubili in acqua) e vitamine liposolubili (ovvero solubili nei grassi).

Vitamine idrosolubili

A questo gruppo appartengono le vitamine del gruppo B [B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B3 (niacina), B5 (acido pantotenico), B6 (piridossina), B12, biotina e acido folico], la vitamina C e i bioflavonoidi. Possono essere assunte in grandi quantità, senza correre il rischio di ipervitaminosi.

Sono particolarmente interessanti per i loro effetti benefici sulla psiche e sul benessere psicofisico in generale (soprattutto B6, B12 e C), effetti che possono, per alcuni aspetti e in certi casi, evitare o comunque fortemente limitare, il ricorso a cure psichiatriche.

Porre la dovuta attenzione nell’associare le vitamine è sempre d’obbligo. Nel caso specifico delle vitamine del gruppo B, queste andrebbero, di preferenza, assunte in maniera combinata.

Vitamine liposolubili

A questo gruppo, appartengono invece le vitamine A, D, E e K che vanno assunte entro un determinato dosaggio, per non risultare tossiche. La D è senz’altro quella più importante per il discorso della mancanza di vitamine.

vitamine

Carenze vitaminiche: sintomi ed effetti

Vitamina D

È sicuramente una vitamina molto particolare. La si può assumere con gli alimenti, gli integratori ma anche, dalla luce solare. I raggi ultravioletti attivano, infatti, una delle componenti del colesterolo presente nella pelle e ne permettono la trasformazione in vitamina D.

È fondamentale per il trasporto del calcio ed è, quindi, strettamente legata alle ossa, alla loro salute e crescita. Una sua carenza provoca rachitismo. Risulta piuttosto utile anche a livello di sistema nervoso e per la regolazione della coagulazione sanguigna. Mantiene gli equilibri di calcio e fosforo nell’organismo. Talvolta viene assunta in associazione alla vitamina A. Alcuni studi scientifici confermano una sua presunta azione benefica e di rinforzo sul sistema immunitario.

Carenza di vitamina D

Oltre al rachitismo, carenze vitaminiche sono collegate a celiachia, a uno sviluppo difettoso della struttura dentale, oltre che al danneggiamento della coclea (un osso dell’orecchio medio). Alcuni studi, infatti, mettono in relazione la sordità proprio a una carenza di questa vitamina.

Il Dottor Arthur Knapp, oculista, ha compiuto studi che sembrano delineare una relazione tra carenza di vitamina D e malattie quali miopia e presbiopia, imputabile ad uno squilibrio nell’utilizzazione del calcio. La carenza di vitamina D sembra essere associata anche alla sindrome dell’intestino irritabile. Tuttavia, ulteriori studi a riguardo sono necessari.

I sintomi da carenza

Problemi a livello osseo (scarsa mineralizzazione) e cardiaco, con aritmia e possibili problemi di ipertensione, crampi muscolari, aumento del colesterolo nel sangue, intorpidimento di braccia e gambe, palpitazioni, irritabilità nervosa e, nei casi più gravi, convulsioni e demenza.

È qui importante notare che, nella maggior parte delle situazioni, questi problemi fisici “sono stati provocati” dalla carenza di vitamina D e non “sono provocati” dalla sua mancanza. Questo vuol dire che assumere vitamina D, che sicuramente migliorerà la situazione, non sarà sempre risolutivo.

Effetti da sovradosaggio

Prestare una particolare attenzione a non eccedere nell’assunzione di questa vitamina è d’obbligo. La vitamina D in assoluto, è la più tossica in caso di sovradosaggio. Se assunta oltremisura determina, infatti, un eccessivo assorbimento di calcio, che conduce alla rimozione di quest’ultimo dalle ossa e un suo accumulo nei tessuti molli. La conseguenza è l’ipercalcemia, vale a dire l’accumulo eccessivo di calcio nei tessuti molli e nei vasi sanguigni, che ne provoca l’indurimento. Tale fenomeno può divenire anche letale.

Gli effetti da ipervitaminosi di vitamina D sono comunque piuttosto marcati: ipertensione, confusione mentale, stanchezza, frequente minzione, sino all’insufficienza renale e al coma.

È dunque molto importante non superare le dosi indicate dagli organismi internazionali (se non sotto controllo medico): 400 UI pari a 10 mg al giorno. Gli integratori di vitamina D vanno pertanto assunti con cautela e tenuti fuori dalla portata dei bambini.

Vitamina C

La vitamina C, chimicamente acido ascorbico, è una vitamina alquanto nota. La si trova negli agrumi, nei broccoli, nei peperoni e in altre verdure quali gli spinaci. È piuttosto delicata: la cottura, ma anche un eccesso di calore, ne causa il deterioramento (come aggiungere acqua troppo calda al succo di limone, per esempio).

È una vitamina che lavora a moltissimi livelli, tra cui quello immunitario e di cura di alcune malattie legate, per esempio, all’apparato respiratorio. Infatti, è un ottimo rimedio antibatterico e ha un’azione antistaminica. Non a caso, la nota aspirina è disponibile anche nella formulazione con 400 mg di vitamina C.

È importante nel metabolismo di alcuni amminoacidi, quali la tirosina e la fenilalanina, consentendone la trasformazione in ormoni. Ben note anche le sue proprietà antiossidanti, che si estendono fino alla prevenzione dell’ossidazione di alcune vitamine (tiamina, riboflavina, acido pantotenico, vitamina A e vitamina E) e le sue proprietà antitumorali (sia prevenzione sia cura).

Il suo assorbimento diminuisce con l’aumento della dosa assunta. Se ne assumiamo 250 mg, per esempio, l’assorbimento è dell’80%, mentre se ne assumiamo 2 g, questo scende al 50%. Va però segnalato che l’eccesso di vitamina C nella vescica urinaria, ben lungi dall’essere dannoso, può prevenire il cancro alla vescica. È forse questa una delle ragioni per cui la cosiddetta “Medicina Ortomolecolare”, di cui parleremo in un prossimo articolo, ne sostiene l’utilizzo ad altissimi dosaggi.

La vitamina C viene metabolizzata molto rapidamente e, nel giro di poche ore (3 o 4 solitamente), i suoi livelli nel sangue tornano quelli di prima dell’assunzione, qualsiasi sia la dose che se ne assume. Questo è il motivo per il quale conviene assumerla ogni 3-4 ore. Lo stress contribuisce ad aumentarne l’eliminazione.

Carenza di vitamina C

Carenze vitaminiche importanti possono provocare patologie anche gravi. Lo scorbuto, che si presentava tra gli equipaggi anni addietro sulle navi a lunga percorrenza, era proprio dovuto alla carenza di vitamina C. In generale, la sua mancanza provoca problemi ai capelli e ai capillari sanguigni, problemi alle gengive e ai denti, quali sanguinamenti e perdite di otturazioni, malformazioni ossee e pelle squamosa. Anche la maggiore esposizione alle malattie ne è una conseguenza diretta.

I sintomi da carenza

Nei casi più gravi si possono avere infarto e ictus, dovuti a coaguli nel sangue, oltre a degenerazione muscolare e cardiaca. Va tenuto presente che, chi beve molti alcolici, consuma molta vitamina C per combattere gli effetti negativi dell’alcol. Quindi, verosimilmente, avrà delle carenze vitaminiche.

La vitamina C va assunta con attenzione da coloro che soffrono di calcoli poiché, prima dell’eliminazione, questa viene metabolizzata in acido ossalico. Anche chi fa uso di anticoagulanti dovrebbe fare attenzione a non assumere dosi troppo alte di questa vitamina, perché potrebbero diminuire o addirittura eliminare il loro effetto.

Effetti da sovradosaggio

C’è solitamente una “spia” che indica quando si sta assumendo un dosaggio troppo alto di questa vitamina: la diarrea. Se questa compare a seguito dell’assunzione di alte dosi di vitamina C, è il segnale che quelle dosi sono eccessive e vanno diminuite, sino al punto in cui la diarrea scompare.

Vitamina B3

La niacina, o vitamina B3, fa parte di quelle vitamine cosiddette idrosolubili. Quindi, almeno in linea di massima, non ha problemi di tossicità legati al sovradosaggio. Naturalmente, come vedremo a breve, anche in questo senso occorre intelligenza.

Può essere sintetizzata dal corpo a partire dal triptofano (noto anche per essere un precursore della serotonina), che è contenuto, per esempio, nel cioccolato: 60 mg di triptofano producono 1 mg di niacina. La niacina, così come il triptofano, si trova in prodotti, quali carni magre, pesce, pollame, arachidi. La si trova anche nel lievito di birra e nel germe di grano.

Riduce il tasso di colesterolo nel sangue, è necessaria per la sintesi degli ormoni sessuali, aiuta il sistema nervoso, è utile per la salute della pelle e della lingua, aiuta a prevenire ma non a curare alcune forme di cancro. L’eccesso di niacina viene espulso attraverso le urine.

Carenza di vitamina B3

Le carenze vitaminiche possono dare luogo a diverse problematiche, sia fisiche sia psichiche. Quelle fisiche vanno dalla stanchezza alle piccole ulcere, da nausea e vomito a vari disturbi di tipo gastrointestinale, dal mal di testa ricorrente sino alle gengive sensibili. Quelle psichiche includono l’insonnia, l’irritabilità, sino a depressioni anche di una certa entità.

Effetti da sovradosaggio

Ve ne sono solo a livelli molto alti, vale a dire per dosi superiori ai 2 g al giorno (una dose elevatissima). Questi effetti possono includere alterazioni epatiche, alti livelli di acidi urici, diminuzione della tolleranza al glucosio, depressione (questo è un sintomo in comune con la sua carenza: spesso gli estremi si toccano!).

In alcuni casi, anche a dosi non elevatissime ma superiori ai 100 mg al giorno, si sono verificate vampate di calore, con colpi alla testa dovuti alla dilatazione dei vasi sanguigni. Questi fenomeni, però, non appaiono essere pericolosi e passano in genere dopo 10-15 minuti.

Vitamina B6

È una vitamina idrosolubile costituita da tre composti: piridossina, piridossale e piridossammina. Non andrebbe assunta da sola ma in associazione ad altre vitamine, anche dello stesso gruppo B. Assunta da sola, infatti, pare generare squilibri relativamente alle altre vitamine.

La si trova, in natura, in prodotti, quali carni e cereali integrali, oltre che nel lievito di birra. Non viene immagazzinata nel fegato e si trova soltanto nei muscoli. Viene eliminata attraverso le urine dopo circa 8 ore dall’assunzione.

È una vitamina dalle notevoli proprietà, tanto da essere stata definita “il gigante addormentato delle vitamine”. Altri l’hanno definita “la vitamina della donna”, per la sua capacità di eliminare molti dei sintomi legati alla sindrome premestruale.

Oltre ad agire sulla sintesi degli aminoacidi, del DNA e dell’RNA, è necessaria alla sintesi delle proteine e del triptofano. Permette, inoltre, l’assorbimento della vitamina B12 e del magnesio. Non a caso, alcuni integratori a base di magnesio contengono anche vitamina B6, che ne aumenta la biodisponibilità.

La vitamina B6 è, inoltre, fondamentale per il metabolismo degli acidi grassi, nella regolazione del colesterolo, per il buon funzionamento del sistema nervoso e muscolare e per la sua capacità di mantenere l’equilibrio della pompa sodio-potassio.

Carenza di vitamina B6

Carenze vitaminiche causano irritabilità, debolezza, depressione e perdita della memoria oltre a un aumento, sulle pareti delle arterie, del cosiddetto “colesterolo cattivo” (LDL). In più, disturbi alla vista, problemi al midollo osseo, neuriti, artriti e scompensi cardiaci. Vi sono poi tutta una serie di problemi legati alla sfera psicosomatica, quali depressione e difficoltà di apprendimento.

È interessante notare come l’ipercolesterolemia possa essere risolta con la somministrazione di vitamina B6. Cosa che, tuttavia, non sembra essere presa in considerazione nel piano di cura abitualmente prescritto per questo problema.

Vitamina B12

Questa vitamina contiene elementi minerali essenziali. Tra questi, quello maggiormente presente è il cobalto, che conferisce alla vitamina B12 il suo caratteristico colore rosso scuro.

La vitamina B12 è da alcuni definita “la vitamina energizzante”, per i suoi effetti energetici. Non è disponibile come vitamina di sintesi per cui, analogamente ad alcuni prodotti quali la penicillina, va ottenuta mediante coltivazione su colonie di batteri o muffe.

La si trova abbondante nel fegato e nel rognone, ma anche nel pesce, nelle uova e nei prodotti caseari. Coloro che seguono un’alimentazione vegana ne sono, quindi, carenti e devono integrarla.

Il suo assorbimento diminuisce con il dosaggio. In caso di assunzione di basse dosi, va dal 60 all’80%, mentre ad alto dosaggio questo scende notevolmente, sembra sino al 10%. È una vitamina nota soprattutto per i suoi effetti benefici a livello psicosomatico, anche se è fondamentale per la sintesi di proteine, grassi e carboidrati, oltre a quella del DNA. Lavora in sinergia con l’acido folico nella sintesi della colina. È necessaria al metabolismo del tessuto nervoso.

Carenza di vitamina B12

La vitamina B12 è necessaria in quantità piuttosto basse, che si misurano in microgrammi. La sua carenza può essere provocata, per esempio, dalla mancanza di secrezioni gastriche che ne permettono l’assorbimento. Anche problematiche quali il verme solitario ne causano l’eliminazione.

I sintomi da carenza

Sono soprattutto di natura psicosomatica e si manifestano con disturbi, quali stanchezza, debolezza, dolori agli arti, difficoltà nel camminare e balbuzie, perdita della memoria, spasmi muscolari. Una carenza di vitamina B12 provoca, inoltre, un disturbo simile alla schizofrenia, come è stato confermato anche dal British Medical Journal, in un articolo apparso ancora nel lontano 26 marzo 1966.

È importante segnalare che l’assunzione di acido folico, in presenza di carenze vitaminiche da B12, può causare paralisi nervosa e danni neurologici permanenti.

Conclusa questa carrellata sulle vitamine, ci aspetta quella che sarà la parte, forse, più interessante di questo viaggio. La sezione conclusiva, infatti, ci porterà verso utilizzi delle vitamine e dei sali minerali che aprono alla cura, o al trattamento sicuramente dolce, di problematiche che oggi sono spesso affrontate in maniera aggressiva.

Riferimenti e approfondimenti

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Articolo pubblicato il 20 Dicembre 2016Categoria/e: Alle radici del b... assunte dall'esterno Visualizzazioni: 32681Permalink: https://ww ... ente/
Sergio Ragaini

Articolo di: Sergio Ragaini

Sono Sergio Ragaini, matematico, scrittore e divulgatore. Ho sempre visto la matematica come mezzo per “andare oltre” le percezioni, oltre...