fiori, fiori eduli

Indovina cosa cucino stasera? Una bella insalatina di fiori!

L’avreste mai detto che mangiare i fiori è prezioso per la nostra salute tanto quanto un bel piatto di verdure? Io no, eppure è così! Lo hanno dimostrato Stefano Benvenuti, Elisa Borlotti e Rita Maggini, tre ricercatori dell’Università di Pisa, in un recente articolo pubblicato su Scientia Horticulturae.

Dodici i fiori presi in esame: Ageratum houstonianum (agerato celestino), Antirrhinum majus (bocca di leone), Begonia semperflorens, Borago officinalis (borragine), Calendula officinalis, Dianthus barbatus (garofano dei poeti), Fuchsia hybrida (fucsia), Pelargonium peltatum (geranio parigino), Petunia × hybrida, Tagetes erecta (tagete o garofano indiano), Tropaeolum majus (nasturzio) e Viola × wittrockiana (viola del pensiero).

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1. Ageratum houstonianum 2. Antirrhinum majus 3. Begonia semperflorens 4. Borago officinalis 5. Calendula officinalis 6. Dianthus × barbatus 7. Fuchsia hybrida 8. Pelargonium peltatum 9. Petunia × hybrida 10. Tagetes erecta 11. Tropaeolum majus 12. Viola × wittrockiana.

Si tratta di specie abitualmente coltivate solo come piante ornamentali, il cui potere antiossidante è risultato però significativamente superiore a quello di molti comuni ortaggi da foglia. I fiori rossi e blu, che sono anche i più pigmentati, si sono dimostrati quelli maggiormente ricchi di antocianine, le molecole smart che attivano i geni della longevità (leggi questo articolo), proteggono tutto il nostro sistema cardiovascolare e fanno da scudo a tumori, aterosclerosi e diabete.

Così, dalla Calendula officinalis al Tagetes erecta passando per il Dianthus barbatus, si assiste a un progressivo aumento del potere antiossidante del fiore e delle sue prestazioni nutraceutiche. Fa eccezione il fiore di borragine che è risultato il meno smart di tutti. Al test del gusto hanno vinto, invece, il nasturzio che ricorda il ravanello, l’agerato che è simile alla carota e la viola.

Spesso i fiori ricordano sapori speziati, acidi, talvolta simili ai comuni ortaggi ma con una consistenza e palatabilità diversa, più soffice e profumata e, sebbene non possono certamente diventare un alimento base della nostra dieta, essi costituiscono un’importante opportunità in termini di sapori e salute.

hanno concluso i ricercatori.

Semplici da utilizzare in cucina, i fiori eduli si prestano a diventare l’ingrediente mint dei nostri piatti, un flower tasting che non potrà che stupire e conquistare persino i palati più esteti e gourmet che, in un piatto, ricercano sì il buono ma anche il bello. E allora? Via libera alla creatività e che il colore sia con voi!

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Articolo pubblicato il 30 Settembre 2016Categoria/e: Good food bel piatto di ver... Visualizzazioni: 1261Permalink: https://ww ... iori/
Valeria Antonelli

Articolo di: Valeria Antonelli

Questa sono io... Entusiasta, estroversa, eclettica. Laureata in Scienze Biologiche, consulente di comunicazione, autrice del libro "Non avrai altro intestino...