accordi, credenze, i quattro accordi

I quattro accordi: impariamo ad amare noi stessi partendo da qui

Scopri come le false credenze influenzano il tuo comportamento

Sii impeccabile con la parola
Non prendere nulla in modo personale
Non supporre nulla
Fai sempre del tuo meglio

Ecco i Quattro Accordi, ovvero i comportamenti che dovremmo sempre seguire se il nostro intento è quello di vivere una vita libera da tutte le false credenze e dai condizionamenti che negli anni si sono impadroniti della nostra mente. È quanto suggerisce Don Miguel Ruiz, autore del libro “I Quattro Accordi”. Il fine ultimo? Riempire la nostra vita di pace, tolleranza e amore, in primis verso noi stessi.

Personalmente, mai come in questo periodo, sto facendo miei questi insegnamenti. Con una gran fatica, lo ammetto. Non è facile sradicare dalla mente ciò che ha comodamente piantato le tende già da un po’. Eppure, impegnarsi a vivere la propria vita seguendo i Quattro Accordi può davvero fare la differenza per chi, come me, sta percorrendo un cammino di crescita spirituale, oltre che personale, e desidera migliorare la propria vita.

Addomesticamento: ecco gli accordi a cui sottostiamo

Ma di quali accordi stiamo parlando? Fondamentalmente, si tratta di accordi che abbiamo preso con noi stessi: regole imposte dalla società, conoscenze, concetti, credenze e abitudini “tramandate”, che noi, di fatto, abbiamo accettato e fatto nostre senza domandarci se poi, in fondo, le condividiamo e ci vanno bene.

È come sottostare continuamente a un dress code che non ci appartiene per niente o fare le cose solo in un determinato modo perché è così che ci è stato “insegnato” vanno fatte o, ancora, essere in quel modo lì perché così è giusto, perché è così che deve essere. Che poi chi lo decide ciò che è giusto da ciò che è sbagliato?

Abbiamo imparato come comportarci nella società, in cosa credere e in cosa non credere, cosa è accettabile e cosa non lo è, ciò che è bene e ciò che è male, bello e brutto, giusto e sbagliato. Tutte queste conoscenze e concetti su come comportarci nel mondo erano già presenti quando siamo nati. […] Non abbiamo mai avuto la possibilità di scegliere neppure il più piccolo di questi accordi. Non abbiamo scelto neppure il nostro nome.

Il nostro bisogno di attenzione e approvazione ci impedisce di ribellarci e di difendere la nostra libertà

Sulla base di questi accordi, inoltre, abbiamo imparato a giudicare noi stessi e gli altri, a essere (spesso) ciò che non siamo e a fare certe cose solo perché quelle sono le cose che gli altri si aspettano da noi (con altri, intendo genitori, fratelli, amici, insegnanti, sacerdoti, società, ecc. ecc.). Cosa ne riceviamo in cambio? La loro attenzione e benedizione!

Tra la paura di essere puniti e quella di non ricevere la ricompensa, cominciamo a fingere di essere ciò che non siamo, soltanto per accontentare gli altri, per essere “bravi” secondo i loro standard. […] Fingiamo di essere ciò che non siamo per paura di essere rifiutati… e alla fine diventiamo ciò che non siamo.

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A volte arriviamo persino a mentire agli altri (e anche a noi stessi) per paura di ferirli e delle conseguenze che l’esprimere ciò che pensiamo veramente potrebbe avere. Così, a furia di accettare “accordi” che non abbiamo scelto e che non ci appartengono, quegli stessi accordi diventano piano piano il nostro personale sistema di credenze, le nostre regole, le nostre verità.

Ed è in base a queste credenze che noi poi ci comportiamo e giudichiamo tutto e tutti, persino il clima, il cane, il gatto e, naturalmente, noi stessi. Ci comportiamo bene in base agli accordi presi? Ci premiamo. Ci comportiamo male? Ci puniamo. Siamo sufficientemente bravi, belli e intelligenti in base agli accordi presi? Sì, allora meritiamo di essere amati e di avere successo. Non lo siamo? Allora non meritiamo nulla.

Infrangere le regole e gli accordi presi ci fa paura

Ogni cosa che sfida ciò in cui crediamo ci rende insicuri. […] C’è bisogno di un grande coraggio per sfidare la nostre convinzioni. Anche se sappiamo di non averle scelte, le abbiamo accettate per molto tempo. L’accordo è così forte che nonostante ne comprendiamo la falsità, proviamo vergogna e senso di colpa ogni volta che agiamo contro le regole.

Regole che, volenti o nolenti, abbiamo accettato. Ma è giusto continuare a pagare per lo stesso errore migliaia di volte solo perché il nostro sistema di credenze ce lo “impone”? Di certo non lo è. Eppure questo è quello che, nei fatti, succede e siamo proprio noi a punirci in continuazione per quello stesso errore perché, in base agli accordi presi, ci giudichiamo colpevoli e meritevoli di essere puniti. Oppure giudichiamo colpevole qualcun altro ed è a lui/lei che continuiamo a far pagare un determinato sbaglio ogni volta che ci ricordiamo di quell’errore. Il risultato? Riempiamo noi e gli altri di “veleno” emotivo che, di certo, bene non fa.

L’inferno è intorno a noi

È come se vivere nella paura, nella rabbia, nella vendetta, nella violenza, nelle ingiustizie, nella sofferenza sia la cosa più normale del mondo. In fondo, siamo cresciuti con questa convinzione. Tutto questo fa parte della vita. Che dire? Un vero inferno!

L’inferno è intorno a noi. Ci raccontiamo che se non ci comportiamo come dovremmo andremo all’inferno. Che novità! Ci siamo già all’inferno, noi e le persone che ci dicono queste cose. Certo, gli altri possono gettarci in un inferno più grande, ma solo se permettiamo loro di farlo. […] Tutti sperimentiamo rabbia, gelosia, odio e invidia. Ma non è necessario vivere in un incubo.

Ecco, non permettere agli altri di fare qualcosa che ci fa male, per esempio sminuire il nostro valore, metterci i piedi in testa o trattarci male, con la “scusa” del quieto vivere, è già un modo per infrangere le “nostre” regole. È un gesto d’amore verso noi stessi. E allora? Avanti tutta!

Le false credenze ci rendono ciechi e ci portano a farci del male

Cosa significa? Significa che non riusciamo a vedere verità, giustizia e bellezza intorno a noi perché gli accordi presi e le credenze che sono nella nostra mente ci impediscono di farlo. Ciò in cui crediamo è causa della nostra sofferenza, non ci rende liberi e ci impedisce di esprimere noi stessi per quello che realmente siamo, non le maschere sociali che ci siamo costruiti per piacere, compiacere ed essere accettati dagli altri.

Ma ricordiamoci che la perfezione non è di questo mondo. Non saremo mai perfetti, neanche se ci mettiamo tutto l’impegno possibile. Spesso, poi, i giudici più severi verso noi stessi, siamo proprio noi. Ci amiamo troppo poco e, di conseguenza, siamo anche troppo esigenti e poco tolleranti verso le nostre “imperfezioni”, i nostri limiti, i nostri errori. A volte facciamo scempio del nostro corpo fisico pur di essere accettati dagli altri, senza renderci conto che noi per primi dobbiamo imparare ad accettare e amare noi stessi.

In tutta la vita, nessuno ci fa più male di quanto ce ne facciamo da soli. […] Una persona che si stima davvero poco può anche tollerare di essere picchiata, umiliata e trattata come spazzatura. Perché? Perché il suo sistema di credenze dice: «Me lo merito. Questa persona mi sta facendo un favore restando con me. Non sono degno di amore e rispetto, non sono abbastanza bravo.»

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Il rispetto di se stessi è la prima forma d’amore da cui partire

Più accettiamo e amiamo noi stessi, meno abbiamo bisogno dell’approvazione degli altri. Più eliminiamo questa necessità di approvazione, più saremo liberi di esprimere noi stessi, meno sentiremo il bisogno di punirci per il fatto di non essere perfetti. Questo non significa che saremo immuni dalle critiche. Le persone ci criticano continuamente sulla base degli accordi che hanno preso e di ciò che credono. Ma ciò che credono è un problema loro non nostro. Quindi, non facciamoci il sangue amaro per quelle critiche.

Come scrisse una volta uno bravo,

Non ragioniam di lor, ma guarda e passa (Dante, Inferno III, 51).

I Quattro Accordi: scriviamo nuove regole

Ma, scrivere nuove regole più in linea con noi stessi e il nostro sentire è solo un miraggio? Liberare la nostra mente da tutta la spazzatura che la intasa è fattibile? Rompere i vecchi accordi e adottarne di nuovi basati sull’amore e il rispetto di sé è davvero possibile? Secondo Don Miguel Ruiz è certamente possibile. La parola d’ordine dovrà però essere “forza di volontà”… E, amici miei, non è certo una passeggiata!

Ne parliamo la prossima settimana. Keep in touch!

Riferimenti e approfondimenti

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Articolo pubblicato il 10 settembre 2018Categoria/e: Self Love accordi Visualizzazioni: 2148Permalink: https://ww ... -qui/
Valeria Antonelli

Articolo di: Valeria Antonelli

Questa sono io... Entusiasta, estroversa, eclettica. Laureata in Scienze Biologiche, ho un passato da ricercatore scientifico. Da 14 anni mi...