infiammazione cronica, invecchiamento cutaneo

Infiammazione cronica: una delle cause principali dell’invecchiamento cutaneo

Mettiamola al tappeto con alimentazione, attività fisica e meditazione!

Cosa significa infiammazione cronica? Perché influenza l’ invecchiamento cutaneo?

Quando ci informiamo sul web, sui libri, su riviste dedicate o altro, riguardo la nostra salute, molto spesso ci imbattiamo nel termine infiammazione. È importante, a questo proposito, approfondire il significato di questo termine e di tutto ciò che lo riguarda. Il suo ruolo, infatti, è determinante nei processi di invecchiamento.

L’infiammazione ha una funzione rilevante per il nostro corpo. È la naturale, fisiologica risposta a un danno tissutale. Senza il suo intervento il nostro organismo non potrebbe sopravvivere. Il suo compito è quello di riparare, di guarire il tessuto danneggiato. Tuttavia, se lo stimolo infiammatorio è cronico, la reazione può essere dannosa.

Infiammazione cronica: cause e segnali

Infiammazione cronica significa danno cellulare, danni al DNA, malattie croniche (cardiopatie, ictus, cancro, diabete, malattie respiratorie, disturbi muscolo-scheletrici e gastrointestinali, altre) e invecchiamento precoce.

L’ infiammazione cronica subentra in risposta a diversi fattori. In primis come conseguenza di uno stile di vita non proprio perfetto: fumo, alcol, alimentazione troppo ricca di zuccheri semplici, eccesso di calorie, junk food, tossici ambientali, sonno scarso e di cattiva qualità, stress e scarso controllo emozionale, sedentarietà.

Ascoltiamo il nostro corpo

Il nostro corpo, meraviglioso messaggero da ascoltare sempre, ci invia dei segnali specifici quando sopraggiunge uno stato di infiammazione cronica. Ecco come si manifesta:
Non male, vero? La buona notizia è che ridurre l’ infiammazione cronica, e di conseguenza l’ invecchiamento cutaneo, si può. Come? Semplice. Migliorando il nostro stile di vita!
infiammazione cronica, invecchiamento cutaneo

Infiammazione cronica e invecchiamento cutaneo: al tappeto con attività fisica e alimentazione

E allora, facciamo largo sulle nostre tavole a frutta e verdura possibilmente di colore diverso (almeno cinque porzioni al giorno, meglio se cruda, cotta al vapore o saltata in padella per non più di 6-7 minuti), riduciamo le calorie introdotte (l’obesità configura uno stato flogistico cronico sistemico), eliminiamo gli zuccheri semplici, beviamo molta acqua, pratichiamo attività fisica con regolarità (così aumentiamo le nostre difese antiossidanti, attenuiamo le risposte infiammatorie e miglioriamo il tono dell’umore) e non dimentichiamoci di respirare profondamente.

A proposito di alimenti antinfiammatori

Per contrastare infiammazione cronica e invecchiamento cutaneo, non dimentichiamoci di includere nella nostra alimentazione cibi quali:
  • Salmone selvatico e pesce azzurro, ricchissimi di omega 3
  • Cipolle, mele, broccoli, asparagi, uva rossa, capperi e tè, ricchi di quercetina, un potente antiossidante e antinfiammatorio naturale
  • Mirtilli, ricchi di antocianine, molecole dalle ben note proprietà antiossidanti e antinfiammatorie
  • Spinaci, cardi e rape, ricchi di carotenoidi (antiossidanti)
  • Zenzero (radici fresche) e curcuma, eccellenti antinfiammatori.
Ma non è finita qui!
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Infiammazione cronica: aiutiamoci con la meditazione

L’avreste mai detto che anche la meditazione è molto utile per ridurre l’infiammazione cronica? Io non ci avrei messo la firma, eppure è così.

Un interessate studio a riguardo, condotto dalla Radboud University di Nijmegen, Paesi Bassi, è stato pubblicato su PNAS nel 2014. La ricerca in questione (qui l’articolo originale) si è basata su una tecnica di meditazione e respirazione sviluppata da Wim Hof, detentore del record mondiale di resistenza al freddo.

Sono stati coinvolti 24 volontari, dodici dei quali hanno seguito un training di meditazione di dieci giorni sotto la supervisione dello stesso Hof. A tutti i soggetti coinvolti è stata iniettata una tossina batterica, con l’obiettivo di tenere sotto controllo la risposta immunitaria.

I risultati? Livelli più elevati di adrenalina e citochine antinfiammatorie e livelli più bassi di citochine proinfiammatorie, sono state riscontrate nel sangue dei dodici volontari coinvolti nel programma di meditazione.

La meditazione può, dunque, promuovere il rilascio di sostanze antinfiammatorie riducendo, al contempo, la produzione di quelle infiammatorie. Se poi consideriamo che è un’ottima pratica per ridurre ansia e stress, aumentare la concentrazione ed essere più produttivi, abbiamo trovato la nostra panacea. Serve aggiungere altro?

Questo articolo è stato scritto con il contributo della dott.ssa Paola Signorelli, medico chirurgo specialista in Scienza dell’Alimentazione e Dietetica, esperto e consulente in medicina antiaging.

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Valeria Antonelli

Articolo di: Valeria Antonelli

Questa sono io... Entusiasta, estroversa, eclettica. Laureata in Scienze Biologiche, ho un passato da ricercatore scientifico. Da 14 anni mi...