sistema immunitario, salute

Guarire da soli: utopia o realtà?

Conosci i meccanismi che ci mantengono in salute? Grazie sistema immunitario!

In questa terza parte entriamo “nel vivo” del discorso sull’autoguarigione. Noi abbiamo qualcosa, nel nostro corpo, in grado di mantenerci in salute e di tenere lontane da noi le malattie. Si tratta del sistema immunitario.

Questo sistema è costituito in buona parte da globuli bianchi ed è in grado, se funziona bene, non solo di prevenire i problemi di salute che dovessero sorprenderci, ma anche di curarli.

Quindi, basta questo per garantire la nostra salute? Spesso sì, ma con certi limiti che, a breve, vedremo più in dettaglio e che ci aiuteranno a comprendere quando davvero possiamo “guarire da soli” e quando, invece, un aiuto esterno è utile o, addirittura, necessario.

Sergio Ragaini

Sistema immunitario: il nostro “controllo della salute”

Nell’articolo Sintomi: segno di guarigione o campanello d’allarme? abbiamo ampiamente parlato di quando i sintomi rappresentano un campanello d’allarme e quando, invece, sono un chiaro segnale di guarigione.

Nel nostro corpo, tuttavia, esiste un sistema che “regola”, per così dire, il benessere e fa sì che questo possa essere, in ogni momento, parte di noi. Un qualcosa programmato per tenere lontano da noi qualsiasi problema di salute e non farci ammalare (naturalmente nei limiti del possibile). Si tratta del sistema immunitario.

Questo sistema, sul quale non mi dilungo, è una complessa rete di cellule, di organi e di mediatori chimici, in grado di difendere il nostro corpo da tutte le possibili malattie.

Se il nostro sistema immunitario funziona al meglio, non ci si ammala. Può però capitare che, pur essendo ben “istruito” a difenderci, possa venir “sorpreso” da qualcosa che non conosce. In questo caso, il sistema immunitario potrebbe non riuscire, nell’immediato, a far fronte all’attacco in maniera adeguata, causando malattia.

La principale risorsa del sistema immunitario è costituita dai globuli bianchi. Ne esistono diverse categorie, tra cui i linfociti. Quelli di tipo T, in particolare, quando viene rilevato un problema, alzano la temperatura corporea, liberando delle tossine. È il caso della febbre di cui ho accennato nell’articolo Assumere un farmaco quando si sta male è sempre cosa buona e giusta?.

La febbre, in questo caso, ha una valenza curativa, nel senso che va a “cuocere” letteralmente virus e batteri, compiendo una vera e propria opera di pulizia all’interno del nostro corpo. Una reazione perfettamente “voluta” dal nostro organismo per permetterci di guarire, che non andrebbe contrastata (se inferiore ai 38,5 gradi).

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“Attaccati” da chi dovrebbe difenderci

Il sistema immunitario è il nostro “vero” strumento di autoguarigione, ci permette di conservare il benessere e fa in modo che non ci si ammali. Talvolta, però, non funziona come dovrebbe e può reagire attaccando il corpo stesso invece di difenderlo da attacchi pericolosi.

È il caso delle malattie autoimmuni, dove il sistema immunitario, “confuso” da qualche fattore, attacca le cellule sane del corpo, creando danni. Le malattie autoimmuni sono, spesso, le più difficili da curare e anche da trattare.

In alcuni casi, per tenerle sotto controllo, si somministrano farmaci noti come immunosoppressori, in grado cioè di sopprimere il sistema immunitario di chi li assume. Il problema di questi prodotti è che, indebolendo il sistema immunitario, rendono, di fatto, la persona trattata più esposta a qualsiasi attacco esterno.

In questi casi, la soluzione potrebbe essere quella di cercare la causa o le cause, che fanno sì che il sistema immunitario sia “confuso”. Purtroppo, però, non sempre questo è facile.

Sistema immunitario che previene… E che cura!

Il sistema immunitario è in grado, non solo di prevenire le malattie ma anche di curarle. Infatti, i macrofagi (cellule immunitarie che svolgono il ruolo di spazzini del corpo umano), sono in grado di fagocitare qualsiasi agente dannoso per il nostro organismo, incluse le cellule tumorali.

Ecco allora che si presenta una possibile alternativa di cura: favorire l’autoguarigione, ad esempio, stimolando i macrofagi, piuttosto che fornire all’organismo sostanze esterne per combattere le malattie.

Questa è una strada davvero interessante, che in molti casi è percorribile. Vedremo poi, in dettaglio, come questo possa essere attuabile. Forse, la chiave dell’autoguarigione è tutta qui!

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È possibile guarire perché si “vuole” guarire?

Ci sono persone che sono guarite semplicemente “decidendo” di farlo. Ne parla il film “The Secret”, citando due casi: quello di una persona malata di cancro, che è guarita allontanando da sé l’idea del cancro e di un’altra che, in seguito a un incidente aereo, dichiarata come costretta a vivere il resto della sua vita su una sedia a rotelle, si è rimessa completamente.

Questi sono esempi possibili, che fanno però capire come, spesso, la volontà di guarigione può portarla nella nostra vita. Talvolta, decidere davvero che si starà bene, permette di stare bene o di rimetterci in forma.

Anche per questo una diagnosi infausta può mettere in moto meccanismi che ci portano verso un aggravamento della malattia ma, volendo vedere il problema da un’ottica differente, essere uno stimolo per lavorare meglio su di sé.

È bene anche sottolineare che, la “paura” della malattia, spesso porta alla malattia stessa. Chi ha paura di contrarre, ad esempio, l’influenza, la contrarrà certamente più facilmente di chi non la teme. La nostra mente ha un grande potere in tal senso.

Ma la nostra psiche può davvero curare un problema di salute?

A questo proposito posso citare un esempio personale. Anni fa dovevo recarmi a Salisburgo, in Austria, per un concerto con un gruppo vocale. Al momento del ritrovo, quella mattina, stavo tutt’altro che bene, a tal punto che, sul furgoncino che ci portava in Austria, non riuscivo quasi a tenere alta la testa.

Insomma, non era certo il miglior modo per iniziare una due giorni che mi avrebbe dovuto regalare momenti molto belli! Allora mi sono detto: “Non è possibile, devo stare bene! Sono giorni belli e me li voglio godere pienamente!”.

Fatta questa considerazione, sono partito. Già a Brescia stavo meglio, a Verona ancora meglio e, nel momento del passaggio del Brennero, ero di fatto in perfetta forma. Nei giorni successivi sono stato benissimo. Questo potrebbe davvero dirci che una considerazione positiva è in grado di guarirci da tutto. Perché la mente comanda tutto, salute inclusa.

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PNEI: una sigla che dice molto alla nostra vita!

Quanto affermato poco fa, oggi viene “sancito”, almeno in parte, dalla Scienza Medica. Il tutto si può riassumere in una sigla: PNEI. Questa è l’acronimo di “Psico Neuro Endocrino Immunologia”.

Questa nuova branca della medicina studia i rapporti tra sistema nervoso, sistema immunitario, sistema endocrino e psiche. Ricordo un intervento televisivo di un’esperta in questa disciplina, la dottoressa Maria Corgna, la quale faceva notare come il sistema immunitario e quello nervoso siano piuttosto simili, almeno in senso lato.

Questa sarebbe la prova scientifica che la psiche (che ha, in un certo senso, il sistema nervoso come interfaccia fisica) sia in grado di regolare la risposta immunitaria.

Tutto questo è molto importante, soprattutto considerando il fatto che il sistema immunitario non solo previene, ma è anche in grado di curare determinate malattie.

Di fatto, quindi, un’adeguata azione della psiche è capace non solo di difenderci, ma anche di ristabilire la salute. In fondo, il sistema nervoso è visto (da alcuni) come una rete di “linee” che portano il segnale dal cervello all’esterno e viceversa.

La dottoressa Corgna citava il caso di una persona che era guarita da una brutta malattia (una forma tumorale) utilizzando infusi di rametti di timo. Il timo è sicuramente benefico, ma non sino a questo punto! Ma il suo “credere” che il timo facesse così bene, ha fatto sì che avvenisse la guarigione.

Il nostro corpo è dunque “davvero” in grado di curare qualsiasi malattia?

Se adeguatamente stimolato dalla psiche, può essere in grado di curare tutto da solo.

Naturalmente, questa visione “positiva”, non è quella della medicina allopatica occidentale che sostiene, per contro, che senza l’aiuto adeguato di farmaci, non siamo in grado di ritrovare la salute e di guarire.

Come ho già più volte sottolineato, non sono contrario all’uso di farmaci, soprattutto quando questi vengono impiegati per risolvere situazioni di emergenza. E poi non dimentichiamo che i farmaci ci hanno allungato la vita di decenni!

Il mio invito è solo quello di considerare che, spesso, i farmaci più efficaci contengono principi attivi che già abbiamo dentro di noi (endocannabinoidi, benzodiazepine ed endorfine ne sono un esempio), che vengono utilizzati dal nostro corpo per autoguarirsi.

Allora per guarire basta solo volerlo?

La psiche è per la maggior parte inconscia

Occorre fare una precisazione, credo molto importante. È vero che la malattia è frutto della nostra psiche e lo è anche la nostra guarigione, ma è similmente vero che la mente è inconscia per il 95%. Questo ci dice che la salute è anche il frutto dei pensieri inconsci.

Se, quindi, noi consciamente vogliamo stare bene, ma in noi è radicata la credenza che non possiamo guarirci da soli, questo non accadrà. Non a caso, alcuni terapisti olistici, tra cui il mio Master Reiki, sostengono che le malattie terminali sono sovente frutto di una decisione di non vivere più. Una decisione che, magari, non è cosciente. In questo caso, la persona può anche apparire piena di voglia di vivere e di voglia di fare ma, di fatto, inconsciamente ha deciso di non vivere più per “n” motivi.

Insomma, la malattia potrebbe essere il frutto di qualcosa di così radicato in noi (benché inconsapevole) da far insorgere qualcosa che, in alcuni casi, potrebbe addirittura divenire incompatibile con la nostra stessa sopravvivenza. Una sopravvivenza già comunque “negata” in precedenza.

In fondo, per una persona che abbia la consapevolezza che questa non è l’unica vita che viviamo, lasciare il corpo potrebbe essere l’ultima possibilità per uscire da una situazione che si percepisce come “insostenibile”. In fondo, la morte è l’estrema fuga dalla vita. Una vita che, magari, si sente come troppo “gravosa”, anche se consciamente tutto questo non appare.

A questo punto della storia, però, cambiare punto di vista sulla nostra vita e assumere, a tutti i livelli, una visione più positiva, forse potrebbe portare a guarigione. Ma, allora le “guarigioni miracolose” di cui alcuni sono stati testimoni deriverebbero da questo? È possibile che il miracolo della salute sia davvero in noi?

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Autoguarigione: è tutta questione di ordine

Avete mai sentito parlare di “corpi sottili”? I corpi sottili, presenti in diverse tradizioni spirituali, tra cui il Buddhismo e l’Induismo, sono strutture che stanno al di fuori del corpo fisico o, meglio, stanno attorno ad esso. La loro struttura ricorda vagamente quella delle “scatole concentriche”: ciascun corpo sottile è esterno al precedente e il corpo fisico, che è il più interno, è quello visibile.

Quello che noi percepiamo del nostro corpo, dunque, è solo l’interfaccia fisica e visibile di qualcosa di più complesso e di più vasto. Ma quanti sono questi corpi sottili?

Il loro numero dipende dalla tradizioni spirituali a cui ci si riferisce. Secondo la tradizione induista, ad esempio, questi sono cinque: Fisico, Astrale, Causale, Super Causale e Divino. Per la Teosofia, invece, sono sette: Fisico, Eterico, Astrale, Mentale, Causale, Atmico e Buddhico.

Questi corpi si trovano uno dentro l’altro, permettendo, così, al corpo fisico di espandersi. La loro struttura è molto simile a quella fisica. Secondo la tradizione tibetana, nel corpo sottile vi sono le nadi (canali energetici), che sono l’equivalente delle vene del corpo fisico. Al loro interno scorre il prana (energia vitale), l’equivalente del sangue fisico.

Le nadi si incontrano nei chakra (centri energetici), che hanno, nel corpo fisico, un’interfaccia molto importante: le ghiandole endocrine. Le tre nadi principali sono: Pingala, Ida e Avadhuti (detta anche Sushumna). Queste sono raffigurate nel Caduceo, il simbolo della farmacia.

Un’interessante lavoro per dimostrare scientificamente queste forme energetiche (compresi i meridiani della Medicina Tradizionale Cinese) fu fatto dal dottor Hiroshi Motoyama (1925-2015), ricercatore giapponese, il quale, negli anni 90 del secolo scorso, mise a punto una macchina, la AMI (Apparatus for Measuring the functions of the meridians and corresponding Internal organs, ovvero dispositivo per la misurazione delle funzioni dei meridiani e degli organi interni corrispondenti), la quale era in grado di registrare le caratteristiche elettriche dei dodici meridiani principali e dei chakra. Fornendo quindi una prova dell’esistenza di qualcosa che va al di là del corpo fisico.

Ma di cosa sono fatti questi corpi sottili?

La risposta, in questo senso, arriva dalla cosiddetta “Medicina Vibrazionale”, la quale considera tutto come “vibrazione” e la malattia come uno “squilibrio nella vibrazione” e vede i corpi sottili come composti di materia che vibra più velocemente della luce.

Cosa succede se la materia vibra a questa velocità super luce? La caratteristica principale è che l’entropia si inverte. L’entropia è l’indicatore dell’ordine o del disordine molecolare di un corpo. In un sistema chiuso questa è sempre crescente. Infatti, se buttiamo un bicchiere per terra, per esempio, questo si rompe, ma non possiamo aspettarci che il bicchiere rotto torni sul tavolo e che i suoi cocci si ricompongano!

Dire che l’entropia si inverte, divenendo negativa, significa affermare che nei corpi sottili non si va verso il disordine, ma verso l’ordine. Con la morte fisica, in cui si ha il definitivo distacco tra corpo fisico e corpi sottili, i processi divengono infatti solo degenerativi e il corpo si decompone.

I corpi sottili, quindi, sono in qualche modo le “matrici energetiche” del corpo fisico stesso e hanno un’entropia invertita, ovvero sono capaci di riportare verso l’ordine, di ricomporre (metaforicamente ma non solo), ciò che è danneggiato.

Queste matrici energetiche sono dunque in grado di favorire l’autoguarigione e di riportare salute e benessere laddove questo sembra ormai perduto? Può accadere ma solo entro certi limiti!

Lo vedremo nel prossimo articolo. Restate in contatto!

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Articolo pubblicato il 28 Marzo 2017Categoria/e: Alle radici del b... basta questo per ... Visualizzazioni: 2371Permalink: https://ww ... ario/
Sergio Ragaini

Articolo di: Sergio Ragaini

Sono Sergio Ragaini, matematico, scrittore e divulgatore. Ho sempre visto la matematica come mezzo per “andare oltre” le percezioni, oltre...