olio di palma, grassi saturi

Olio di palma: sì o no per la nostra salute?

Siamo davvero convinti che l’olio di palma sia così benefico per la nostra salute?

Ultimamente i mass media ci stanno dando dentro con la pubblicità dell’olio di palma: quotidiani e riviste dedicano interi paginoni alla sua promozione e la televisione non è da meno. Mi sono quindi domandata perché tutto questo clamore per un olio importato (la pianta è coltivata in Malesia e Indonesia, qui da noi certo palme da olio non ce ne sono), quando in Italia abbiamo una produzione eccezionale di olio extravergine di oliva (ricco di grassi insaturi, quali acido oleico, omega-3 e omega-6, polifenoli e vitamina E) che, non solo è buono ma fa molto bene, al cuore in primis.

Così mi è venuto il sospetto che potesse trattarsi della solita (geniale?) operazione di marketing per far digerire un olio, tutt’altro che straordinario per la nostra salute, che porta con sé interessi economici a 5 stelle. La classica marchetta insomma! Così mi sono documentata un po’ sulle proprietà di questo esotico olio vegetale. La cosa più evidente è che non c’è coerenza nelle informazioni; di questo olio e delle sue proprietà è stato detto davvero tutto e il contrario di tutto. Bisogna quindi dedurre che chi ne parla bene lo fa solo perché ha un interesse? Parrebbe proprio così!

L’olio di palma rispetta la salute e l’ambiente?

Facciamo chiarezza:

L’olio di palma non ha colesterolo, questo è vero, ma proprio come il burro contiene una quantità di grassi saturi molto elevata*: i rischi per cuore e circolazione, quindi, ci sono eccome se si assume in grande quantità. E il rischio c’è, visto che l’olio di palma è praticamente dappertutto. Il problema è che questa percezione non c’è. Difficile, ad esempio, che si mangino tante cose a base di burro in una giornata: si sa che è “troppo grasso”, che “non fa bene”. Mentre può capitare di ritrovarsi a mangiare dei biscotti al mattino, un pacchetto di crackers per uno snack, dei grissini a pranzo, un pacchetto di wafer a merenda. Tutti con olio di palma. […] Il problema, quindi, non è l’ olio di palma in sé ma il suo facile accumulo nel corso della giornata, visto che si trova in gran parte dei prodotti confezionati. Altroconsumo, ottobre 2015

*50% circa del totale grassi (saturi + insaturi), comunque meno di quella presente nell’olio di cocco che per circa il 90% è rappresentata da grassi saturi.

e ancora,

Quando siamo stati in Indonesia con la nostra ultima inchiesta, nel 2012 (TS 102 Febbraio 2013), la situazione era pessima: abbiamo verificato che il 70% delle coltivazioni si trovava in aree prima occupate da foreste, che erano state distrutte e incendiate per lasciare spazio alle redditizie palme, causando così la scomparsa dell’80-100% delle specie animali che le abitavano. […] Senza contare le violazioni dei diritti territoriali delle comunità indigene, con espropriazioni delle terre dei contadini e deportazioni di interi villaggi. Ancora: uso di pesticidi in modo non monitorato e rischi di contaminazioni per terreni e acque, sfruttamento degli operai – sottopagati e in condizioni di sicurezza minimi – e lavoro minorile. Altroconsumo, ottobre 2015

Quindi l’olio di palma fa male?

L’olio di palma contiene troppi grassi saturi, si trova ovunque nei prodotti industriali e c’è da decenni. Fortunatamente, ora non può più essere camuffato tra gli oli e/o grassi vegetali ed è obbligatorio indicarlo esplicitamente in etichetta. In più, è tutt’altro che green (e gli standard Rspo** dove sono?). I grassi saturi sappiamo tutti che non fanno bene, sono la causa di molti problemi cardiovascolari, incluso l’infarto. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), infatti, consiglia di assumerne una quantità non superiore al 10% delle calorie totali giornaliere (circa 20 g per una dieta di 2000 kcal).

Se consumiamo molti prodotti confezionati e introduciamo, quindi (spesso a nostra insaputa se non leggiamo la lista degli ingredienti), molto olio di palma, dovremmo evitare di mangiare, per esempio, burro, formaggio, uova, carne rossa e insaccati poiché, anch’essi, sono ricchi di grassi saturi. Senza tenere conto del fatto che questi alimenti andrebbero comunque ridotti per proteggere e migliorare la nostra salute, nonché quella del nostro intestino, colon irritabile incluso. Ça va sans dire!

**Roundtable on sustainable palm oil. Organizzazione internazionale nata nel 2004 per garantire il rispetto degli standard di sostenibilità ambientale e sociale da parte dei suoi membri (oltre 2.000 di cui 115 italiani), tra coltivatori di palma, distributori, produttori di beni di consumo, ong e banche.

olio di palma, grassi saturi

Evviva la trasparenza! Ma quale?

La campagna pubblicitaria dell’Unione Italiana Olio di Palma Sostenibile titola:

La verità: l’olio di palma non presenta rischi per la salute in una dieta bilanciata.

È chiaro che per poter considerare bilanciata una dieta bisogna rispettare certe proporzioni, scegliere opportunamente gli alimenti da mettere in tavola. Sicuramente più alimenti di origine vegetale, quali frutta, ortaggi, legumi e cereali integrali (2/3 del totale di cibi consumati nella giornata), per ridurre il sovrappeso e il rischio di una serie di patologie, e meno alimenti di origine animale, quali carne, pesce, latte e latticini (1/3 del totale).

Olio di palma: un prodotto che costa poco e rende molto

Benché si tratti di un alimento di origine vegetale e contenga una certa quantità di vitamine (A, E, K), a causa dell’elevato contenuto di grassi saturi (il 50% del totale), noti per i loro effetti negativi sulla salute (in particolare per l’aumento dell’incidenza di patologie cardiovascolari), non può certo essere considerato un prodotto senza rischi, soprattutto se si eccede nel consumo. Quindi, l’olio di palma fa male alla salute se consumato in eccesso. Ma allora, perché viene largamente impiegato dall’industria alimentare? Semplice, perché è un prodotto che costa poco e rende molto!

Ma noi, consapevoli dei rischi per la salute legati all’olio di palma, siamo pronti a dire addio a Nutella, Saccottini, Buondì e agli altri prodotti industriali di Ferrero, Mulino Bianco, Motta e compagnia bella? A voi la scelta e ai posteri l’ardua sentenza!

DMCA.com Protection Status
Articolo pubblicato il 5 Aprile 2016Categoria/e: News&Views altroconsumo otto... Visualizzazioni: 1144Permalink: https://ww ... lute/
Valeria Antonelli

Articolo di: Valeria Antonelli

Sono Valeria Antonelli, biologa e autore del libro "Non avrai altro intestino all'infuori di me!", un manuale pratico per prendersi...