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Reiki: cos’è e come funziona la Tecnica di Risanamento Naturale – Parte II

Cura e prevenzione dell’equilibrio psicofisico

Reiki: la disciplina che porta armonia ed equilibrio

Il Sistema Reiki Usui di Guarigione e Cura Naturale, è stato elaborato nel secolo scorso in Giappone ed è una efficace e facile tecnica per la cura e la prevenzione dell’equilibrio psicofisico.

Si possono eseguire trattamenti Reiki di I e II livello attraverso l’imposizione delle mani, dopo aver ricevuto quattro attivazioni che esegue un Master Reiki.

Parla Lida Lodi Perry, psicoterapeuta e Master Reiki (leggi la parte I di questo articolo).

Lida, parlami delle attivazioni: cosa accade durante le attivazioni? 

Ci sono quattro attivazioni attraverso il corso di Reiki durante le quali, il Maestro o la Maestra, crea uno spazio perché questa apertura possa avvenire. Una volta aperti i canali si sigillano e le persone avranno Reiki per tutta la vita, anche se si sceglie di non adoperarlo. Nel momento in cui cominciano a trattarsi, a toccarsi, l’energia inizia a fluire. La funzione di R e i k i è proprio quella di portare armonia ed equilibrio tra corpo mente e spirito.

 

Molti si avvicinano sia attraverso il desiderio di risanarsi fisicamente, sia attraverso il bisogno di trovare una pace interiore, uno sviluppo personale, altri per rafforzare una disciplina spirituale; perché anche se R e i k i non è una disciplina spirituale, rafforza e approfondisce una spiritualità dentro di noi che non ha nome, però è una parte di come siamo.

 

Senza cambiare niente (stesso lavoro, stessi figli, stessi genitori, vivo nella stessa casa), mi ha cambiato la vita, ha cambiato il mio modo di vedere le cose, le persone, molto più accogliente, molto meno giudicante; si è ampliata la capacità di non partire da certi presupposti o aspettative; la persona può essere solo quella che è, non come tu vorresti.

È come se ti avesse cambiato non solo il punto di vista ma anche come se ti avesse sollevata e vedessi dall’alto? 

Esatto.

Quindi una visione a 360° degli esseri umani, dentro e fuori. Non più one to one in cui tu vedi solo quello che ti appare davanti. 

Sì, è proprio così.

Come Reiki è arrivato in occidente

Parlami della pratica Reiki Usui Shiki Rioho

Usui Shiki Rioho è la pratica tramandata attraverso Hawayo Takata, una delle maestre di Chujro Haiashi, uno degli studenti di Mikao Usui (fondatore, morto negli anni ’20), una giapponese che abitava nelle Hawaii che ha una storia molto interessante. Era malata e andò in Giappone per farsi operare ma era così debole che i dottori le dissero che doveva ritrovare un po’ di forze prima… lei è stata lì 6-9 mesi e finalmente era pronta per essere operata.

 

Una volta in ospedale l’hanno preparata e mentre era lì tutta intubata per l’operazione ha sentito una voce che le diceva: «No, non farlo». Lei è rimasta lì, credendo che fosse l’effetto dell’anestesia e ancora una volta la voce le dice: «No, no, non farlo», e una terza volta la voce le dice, «questo non è il modo». Allora lei ha deciso di seguire questa intuizione, si è tolta tutto e se n’è andata recando scompiglio.

 

Andò dal primario e disse: «No, non voglio essere operata, voglio fare qualcosa di alternativo, cosa può propormi?». Il primario aveva una cognata sposata con Chujiro Hayashi, portatore del lignaggio R e i k i. Così lei è andata alla sua clinica ogni mattina per sei mesi ed è guarita! Poi lui l’ha iniziata al primo livello. […] Alla sua morte nell’80 aveva 22 maestri, tra cui sua nipote Furumoto, che ha designato come portatrice del lignaggio, è ancora viva, abita in Arizona e lavora moltissimo per divulgare e per cercare di aprirsi anche ad altre forme di Reiki, perché ce ne sono molte; tra gli anni ’80 e ‘90 c’è stato un exploit.

 

E adesso Reiki è dappertutto. Una delle cose che Takata diceva che voleva alla sua morte è che la parola Reiki fosse conosciuta come l’Aspirina e, quasi quasi, …!

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Trattamenti Reiki per la qualità di vita dell’ammalato

Mi avevi parlato di un protocollo… 

Sì, sì, per molti anni abbiamo creato un percorso per i pazienti neoplastici (in una struttura sanitaria della città) ove c’erano anche i trattamenti Reiki e i feedback erano stati favolosi, veramente! Ci toccavano le testimonianze di pazienti che per la prima volta accettavano la malattia o per la prima volta si sentivano in pace con l’idea che potevano anche morire… Cose veramente profonde, vedo come l’energia di R e i k i porta equilibrio nella situazione in cui si è.

 

Ci sono state delle mie allieve che per anni sono andate all’hospice a fare R e i k i e anche lì i pazienti si calmavano quando erano molto irrequieti o arrabbiati o depressi e trovavano un’altra dimensione, per cui potevano lasciar andare tutto e morire in pace; ci sono centinaia di testimonianze. Poi a un certo punto, per ragioni diciamo politiche, non si è più potuto proseguire. Due o tre anni fa è finito.

Altri progetti? 

Adesso c’è la volontà di allargarsi e far sì che R e i k i possa aiutare l’umanità e quindi nella ReikiAlliance ci adoperiamo per aprire ad altre comunità, ad altre forme, per poter creare massa critica insomma, perché se c’è la massa critica poi le cose vanno.

Trattamenti Reiki: risanano noi e gli altri

Come si svolge un trattamento Reiki? 

Premetto che siamo corpo, mente, spirito, energia, emozioni, pensieri; allora nel prendere R e i k i, come dicevo, ci si apre alla nostra capacità di risanare noi stessi e risanare gli altri. Questa capacità è dentro di noi. E non c’è solo R e i k i che va a risvegliarla, vi sono tante altre discipline, il respiro per esempio, solo che con il R e i k i c’è l’imposizione delle mani. Quindi, una volta che io sono attivata, comincio dolcemente a posare le mani a partire dalla testa della persona e compio una serie di passaggi [ci si trattiene alcuni minuti sulla parte del corpo che si va a trattare], fino ad arrivare ai piedi.

 

Quando impongo le mani non devo né pregare, né pensare, né fare delle cose strane, ma essere soltanto presente e attenta a quello che succede nelle mani. Spesso ci sono delle sensazioni: caldo, freddo, formicolio, palpitazioni, che avvertiamo nelle mani in corrispondenza di alcune parti del corpo della persona che stiamo trattando. Questo succede perché, in quella parte del corpo, l’energia passa più velocemente: è proprio in quella posizione, in quel posto, in quel luogo nel corpo, dove c’è più bisogno.

 

Una delle cose che mi ha sempre affascinata dei trattamenti Reiki è che io non devo sapere niente di anatomia, di sistema nervoso, di energia, di corpi energetici: basta che io posi le mani e l’energia va esattamente dove c’è bisogno, dove deve andare e nella quantità in cui deve essere presa e assorbita! Ci sono momenti in cui le mani si spostano però, a volte, si ha la sensazione che la mano sia incollata in quel punto lì e si sta lì finché la sensazione cambia. Solo allora ci si sposta.

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Reiki: benefici e controindicazioni

Quali benefici immediati portano i trattamenti Reiki? 

Non c’è stata persona a cui io abbia fatto il trattamento Reiki, che non si sia alzata da quel lettino dicendo che era completamente rilassata e quella è la cosa più blanda. Altri, invece, hanno avuto esperienze più importanti per loro: hanno recuperato memoria, hanno avuto delle intuizioni, hanno avuto dei momenti molto emotivi, momenti che era importante sentire e vivere in un un contesto di sicurezza, protetto.

Come se sbloccasse o aprisse una porta che era chiusa… Ci sono effetti collaterali, chiamiamoli così? 

Ci sono delle situazioni in cui è meglio non fare Reiki sulla parte, quando hai l’anestesia per esempio, perché Reiki la toglie! L’anestesia non è una cosa naturale nel corpo e, poiché l’energia vuole equilibrare, te la toglie e rischi di sentire dolore! Lo fai dopo l’intervento… dimezza il tempo di guarigione.

I trattamenti Reiki sono proprio per tutti? 

Non propongo trattamenti Reiki agli scettici: è una perdita di tempo, sono lì nella resistenza, mi stanco io e si stancano loro. Un minimo di curiosità e apertura ci vuole proprio perché il corpo si rilassa e la mente si rilassa e l’energia può fluire; non lo propongo e non insisto se le persone non lo vogliono, queste sono le regole d’oro; le persone devono essere libere, non sono per l’accanimento terapeutico.

 

Una persona una volta mi ha detto: «Ah no, no, non voglio stare meglio! Sto meglio così». Ho risposto: «Ok, perfetto». Uno dei principi base è onorare dove le persone sono e rispettare la posizione in cui vogliono rimanere. Sì, perché se non è adesso magari è dopo oppure mai, non importa, non è quello il punto.

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Trattamenti Reiki: si possono fare anche ai bambini e agli animali? 

Sì anzi, sono molto ricettivi. Raccontavo a un’amica di una cugina che ha un bambino che soffre di coliche che, mettendogli una mano sul pancino, dopo un po’ si è tranquillizzato. C’era tanta aria, si è addormentato! Io ho adoperato molto il R e i k i con le mie nipotine, ce n’era una che veniva a cercarmi la mano e se la metteva sulla testa e mi diceva: «Dai, giochiamo Reiki!». Gli animali sono molto ricettivi ai trattamenti Reiki. Se glielo fai una volta poi l’animale, se lo hai per casa, ti viene sempre a cercare quando ne ha bisogno. Bastano 30 secondi e poi loro sanno, se ne vanno quando ne hanno abbastanza. Lo puoi fare anche alle piante.

È preferibile eseguire trattamenti Reiki di persona o a distanza? 

Noi occidentali siamo più portati ad avere una esperienza diretta per credere, allora propongo di fare trattamenti Reiki di persona. Se ci sono delle situazioni importanti, si possono però mandare a distanza una serie di trattamenti. Ho avuto dei risultati molto interessanti con i trattamenti Reiki a distanza: in un percorso ho inviato R e i k i a distanza per 21 giorni a una persona con una motivazione ben precisa, un intento… È importante non avere aspettative ma vedere dove porta l’energia.

Simboli Reiki per risanare parti profonde

Cosa sono i simboli Reiki e come si utilizzano? 

I simboli Reiki sono delle forme sacre. In termini generali si adoperano, si danno e si spiegano nel secondo livello per approfondire e velocizzare i trattamenti. Ci sono simboli Reiki utilizzati per risanare parti profonde di noi stessi oppure per mandare R e i k i a distanza, non c’è né spazio né tempo perché agiscono e viaggiano a un livello dove non c’è spazio né tempo. […] In genere si preferisce che la persona faccia la sua esperienza con i simboli Reiki, li adoperi come sono stati insegnati, per la funzione per cui si adoperano. Ci sono tre simboli e poi c’è quello della maestria, che si dà ai maestri.

Si può definirli tracce di energia che si affida all’universo?

Sono delle Chiavi per aprire. I tre simboli, specialmente, hanno la funzione di agire sul risanamento fisico, emotivo, psicologico ed energetico; vengono dal Buddismo esoterico, hanno un loro nome, una certa energia, una loro forma e hanno proprio questa funzione di richiami energetici, di chiavi di accesso.

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Foto gentilmente concessa da Lida Lodi Perry.

Diventare, Vivere, Essere Reiki

Hai mai pensato a come sarebbe stata la tua vita senza Reiki?

A volte ci penso ma non riesco a pensarci. Beh, forse potrei dire che sarei stata molto infelice, non sapendo di essere troppo infelice, raccontandomela molto; per come sono fatta sarei stata una persona molto molto sola. Quindi, sì, sono piena di gratitudine per questa pratica e ne posso anche apprezzare il fatto che non è per tutti, perché non tutti possono coglierla subito. Ho un’allieva che ha fatto R e i k i, non so ancora perché, e lo ha messo nel cassetto, poi dopo 3-4 anni a un certo punto è arrivata in un momento difficilissimo e si è ricordata di avere Reiki.

 

È venuta a uno scambio cominciando col dire che non aveva niente da dire e poi dopo lo scambio, mezz’ora dopo stava ancora parlando e piangendo, specialmente dopo il trattamento si è sciolta completamente. Dopo un paio di giorni mi ha scritto dicendo che tutte le situazioni che erano bloccate e le davano tantissima ansia e angoscia, si erano sbloccate e che finalmente vedeva la luce alla fine del tunnel.

 

Adesso R e i k i è incorporato nel mio corpo, a volte ho l’impressione che solo entrando in una stanza cambio l’energia.

La mia personale esperienza con Reiki

Ringrazio Lida con tutto il cuore per avermi concesso l’onore di intervistarla. Sento di aggiungere che Reiki è per tutti e alla portata di tutti. Ho avuto i primi due livelli agli inizi del 2000 e oggi, dopo 15 anni di pratica, sento R e i k i in ogni cellula del mio corpo: la sera prima di addormentarmi mentre prego mi metto le mani addosso per risanarmi e rigenerarmi dalle fatiche!

Mi aiuta a prendere distanza dagli accadimenti della giornata e se un brutto sogno o una preoccupazione mi sveglia nella notte, mi faccio Reiki sul cuore per qualche minuto e mi riaddormento quasi subito; penso R e i k i e mando i simboli quando desidero che una situazione accada al meglio. Se ho un disturbo físico mi faccio i trattamenti Reiki e li faccio a coloro che li desiderano. Insomma, per me R e i k i è davvero meglio del paracetamolo!

In questi giorni la mia gattina ha affrontato la sterilizzazione, ho mandato R e i k i prima alla situazione e a lei per prepararla, poi durante l’intervento: il veterinario si è sorpreso per come ha reagito all’anestesia (non ha avuto vomito); ha recuperato velocemente l’energia vitale e la baldanza fisica (di solito i gatti sono stesi per 2 giorni, lei era se stessa dal giorno stesso!).

Passo e chiudo, Argonauti, con un ulteriore dono: come trasmessomi dalla mia Maestra, ecco la semplicità e integrità di Reiki attraverso i suoi basilari principi.

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Foto gentilmente concessa da Paola Campanati.

Riferimenti e approfondimenti

  • Brown F. Reiki. Gli insegnamenti originali di Takata. Ed. Amrita
  • Tolle E. Il potere di Adesso. Ed. MyLife
  • Brennan B.A. Mani di Luce. Ed. Corbaccio
  • Jonker J. Reiki: The Transmigration of a Japanese Spiritual Healing Practice. Ed. LIT Verlag
  • The ReikiAlliance
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Paola Campanati

Articolo di: Paola Campanati

Da piccola mi chiedevo perchè la sofferenza affliggesse gli umani: ho trascorso i miei primi 40 anni a cercare risposte,...