sindrome dell'intestino irritabile, intestino irritabile

Sindrome dell’intestino irritabile: vi racconto la mia esperienza

Sindrome dell’intestino irritabile (IBS, Irritable Bowel Syndrome), se la conosci la eviti. È un disturbo ahimè molto comune, particolarmente tra noi donne, che può rendere la gestione della quotidianità di chi ne soffre un vero e proprio inferno. Alzi la mano chi tra voi non ne ha mai sofferto. Che dire… Fortunatissime! Per chi non lo sapesse, questo disturbo è noto anche come colon irritabile ed è spesso chiamato impropriamente con il termine di colite.

Ma che cos’è esattamente la sindrome dell’intestino irritabile? Si tratta di un’infiammazione di tutto o parte del colon, caratterizzata da sintomi spiacevoli e dolorosi.

Sintomi dell’intestino irritabile

C’è stato un periodo della mia vita in cui, all’intestino irritabile, avevo praticamente fatto l’abbonamento. Non c’era giorno in cui, per un motivo o per l’altro, la mia pancia non mi desse il tormento: e vai di dolori e crampi addominali, pancia gonfia, meteorismo, stitichezza (ma qualche volta pure diarrea). Insomma, ogni santo giorno il mio intestino si faceva sentire, annunciando trionfalmente il suo disappunto.

È chiaro che i sintomi dell’intestino irritabile che ciascuno può lamentare, non sono sempre gli stessi. C’è chi ha solo dolore addominale e crampi addominali. C’è chi, come me, lamenta dolore, crampi, pancia gonfia, meteorismo e alternanza di stipsi e diarrea. E chi, ancora, aggiunge un ulteriore carico da undici presentando muco nelle feci, una sensazione di svuotamento incompleto dopo aver rilasciato il proprio prodotto di scarto e l’urgenza di andare in bagno ogni due per tre, particolarmente subito dopo aver mangiato.

In alcuni casi, la sindrome dell’intestino irritabile può causare anche mal di schiena, mal di testa, stanchezza eccessiva, cistite, disturbi depressivi, ansia e altri sintomi più o meno invalidanti.

Certo è che soffrire di intestino irritabile non aiuta la nostra qualità di vita e tantomeno il nostro umore. D’altronde, come affermo a pagina 39 del libro “Non avrai altro intestino all’infuori di me!”:

Una pancia maltrattata è una pancia infelice e una pancia infelice non può che ripagarci con stati d’animo da Saturno contro. Possiamo darle torto?

Ma quali sono le cause della sindrome dell’intestino irritabile?

La mia esperienza mi porta ad affermare che le cause dell’intestino irritabile, sono da ricercarsi nel nostro stile di vita e nel tipo di alimentazione che seguiamo. Quando le nostre scelte alimentari, e lo stile di vita che scandisce la nostra quotidianità, non sono funzionali al nostro benessere e a quello del nostro corpo, è facile che il nostro intestino risponda di conseguenza.

Se sei sempre super impegnato, dormi poco e male, sei perennemente stressato, mangi come capita, dove capita e solo cibi gourmand, la farmacia è il tuo locale preferito (dopo il supermercato naturalmente), l’american bar all’angolo è la tua seconda casa e fai attività fisica solo quando porti su la spesa, allora è molto probabile che tu abbia un intestino tutt’altro che perfetto. (p.105)

Così, in men che non si dica, ci possiamo ritrovare con una bella disbiosi intestinale, ovvero con un’alterazione (rispetto a quello che è considerato un profilo sano) della nostra flora batterica, dovuta a una bassa o un’eccessiva presenza di uno o più batteri (famiglie o ceppi).

intestino irritabile, sindrome dell'intestino irritabile

Disbiosi intestinale e colon irritabile: il ruolo dei batteri

E sì, perché nel nostro intestino vivono milioni di batteri. Sono più o meno 100mila miliardi, ossia tre volte il numero di cellule che compongono il corpo umano. In peso, ne trasportiamo circa un chilo e mezzo… Molto più di quanto pesi il nostro cervello!

Si tratta, naturalmente, di batteri buoni, ovvero batteri amici che aiutano il nostro intestino a mantenersi in salute. Questi batteri amici costituiscono il microbiota intestinale (differente per ciascuno di noi) e svolgono diverse funzioni: nell’intestino tenue o piccolo intestino, in particolare, i batteri intestinali completano la digestione iniziata da bocca e stomaco.

NB: l’intestino tenue

È la parte del nostro tubo digerente deputata a sminuzzare gli alimenti in particelle microscopiche, ossia scomporli nei loro elementi costituenti (carboidrati, grassi, proteine, minerali, acqua, pigmenti, vitamine, antiossidanti). L’intestino tenue si occupa altresì di selezionare ciò che deve entrare nel nostro organismo, allontanandolo da ciò che, invece, deve essere eliminato. È, inoltre, la sede principale del nostro sistema immunitario (GALT). Infatti, è proprio a livello di intestino tenue che ci giochiamo eventuali intolleranze alimentari e/o allergie . Gli alimenti, una volta digeriti nel tenue, passano nell’intestino crasso o grande intestino, formato da cieco, colon, sigma e retto.

Se i batteri presenti nell’intestino tenue non sono in quantità sufficiente o non sono adeguati per digerire i cibi che introduciamo con l’alimentazione, l’intestino tenue manderà nel colon prodotti indigeriti o solo parzialmente digeriti che, proprio a livello di colon, agiranno come irritanti. Ed ecco spuntare le tanto temute pance gonfie e doloranti, le famigerate flatulenze, stitichezza e/o diarrea come se piovesse, ecc. ecc. Benvenuto colon irritabile!

Alimentazione non equilibrata? Meglio darsi una regolata!

Se, per esempio, con l’alimentazione assumiamo troppi carboidrati raffinati (semplici e/o complessi) o, per contro, troppe proteine di origine animale, facilmente andremo incontro a disbiosi. Questo accade perché i batteri deputati alla loro digestione (fermentativi nel primo caso e putrefattivi nel secondo), si trovano ad avere molto più lavoro da fare. Quindi, aumentano di numero, si allargano a dismisura, sconfinano e piantano le tende dove non devono, facendo così saltare il delicato equilibrio della nostra pancia.

Il risultato? Il povero colon riceve dall’intestino tenue della gran schifezza, così si gonfia, si irrita, si infiamma, si contorce. Ma non è colpa sua. È ciò che passa dalla nostra bocca che determina la condizione di salute o di non salute del nostro colon. Meglio darsi una regolata, no?

Ti dico questo, perché io e la disbiosi intestinale siamo rimaste legate a doppio filo per anni, con tutte le spiacevoli conseguenze del caso, non solo quelle legate alla sindrome dell’intestino irritabile. Avere un microbiota intestinale non in equilibrio, infatti, ci espone più facilmente a tantissime malattie. Vuoi sapere perché? Perché sono proprio i nostri batteri amici che ci aiutano a mantenere in forze il sistema immunitario. E allora? Preserviamoli!

E lo stile di vita? Stress e disbiosi intestinale vanno a nozze!

Seguire uno stile di vita stressante, condito da una buona dose di ansia, fretta, agitazione, tensione ed emozioni negative, di certo non aiuta il delicato equilibrio del nostro microbiota intestinale, apre le porte alla disbiosi intestinale e favorisce la crescita di lieviti patogeni e batteri indesiderati. Il risultato? Intestino irritabile e via libera ai disturbi gastrointestinali.

Il mio consiglio? In presenza di qualunque forma di malessere legata alla nostra pancia, che non si risolva spontaneamente nel giro di qualche giorno, è bene rivolgersi subito al proprio medico di fiducia. Potrebbe trattarsi di sindrome dell’intestino irritabile. Meglio correre ai ripari!

DMCA.com Protection Status
Articolo pubblicato il 17 Dicembre 2018Categoria/e: Curarsi al naturale chiamato impropri... Visualizzazioni: 2105Permalink: https://ww ... enza/
Valeria Antonelli

Articolo di: Valeria Antonelli

Sono Valeria Antonelli, biologa e autore del libro "Non avrai altro intestino all'infuori di me!", un manuale pratico per prendersi...