corpo sottile

Guarire da soli: utopia o realtà?

Lo sai che esistono terapie “sottili” e naturali capaci di ridonare armonia e benessere al nostro corpo?

In questa quarta e ultima parte del lavoro sull’autoguarigione, vedremo come determinate terapie cosiddette “sottili”, lavorando sulla nostra “matrice energetica”, siano in grado di ridonare armonia e benessere al nostro corpo, anche in casi dove questo apparirebbe impossibile.

Sergio Ragaini

Terapie “sottili”: stimoli per guarire il corpo da soli

Nell’articolo Conosci i meccanismi che ci “mantengono in salute”? Grazie sistema immunitario!, abbiamo descritto, seppur per sommi capi, la struttura del corpo sottile e cercato di comprendere come questo funziona.

La cosa, forse, più interessante che abbiamo visto a livello di cura da una malattia, è il fatto che il corpo sottile contiene tutte le informazioni relative al corpo fisico e ne costituisce una sorta di “matrice energetica”.

Questo ci dice che, in qualche modo, agendo sulle informazioni che il corpo sottile ha, possiamo far sì che il corpo fisico torni in forma. Le cosiddette “terapie energetiche” lavorano proprio su questo.

Corpo sottile e attività immunitaria

I chakra (centri energetici), come abbiamo visto, hanno come interfaccia fisica il sistema endocrino. Quindi, eventuali squilibri nei chakra si ripercuotono in squilibri nel sistema endocrino.

È proprio il sistema endocrino la struttura fisica da cui parte il contatto con il corpo sottile, ed è proprio qui che si può agire.

Non a caso, la già citata PNEI, ha dimostrato che il sistema endocrino e quello immunitario sono fatti in maniera simile. E, visto il collegamento che il sistema endocrino ha con il sistema dei chakra, si può da qui dedurre che il corpo sottile sia strettamente legato all’attività immunitaria. Le malattie, infatti, nascono sicuramente a monte, a livello sottile, per poi “passare” nel corpo fisico.

In un certo senso, quindi, la prevenzione potrebbe essere fatta addirittura a monte. E forse, qualche terapista potrebbe farlo davvero! Alcuni terapisti che lavorano con terapie energetiche affermano di poter, “precedere” le malattie, in qualche modo “intercettandole” prima che queste prendano forma nel corpo fisico. Non ho però potuto verificare personalmente tutto questo, quindi la indico solo come “possibilità”, comunque forse non così remota.

Come abbiamo visto, in questi corpi sottili l’entropia è negativa: per questo motivo si va verso l’ordine e cominciano a divenire reversibili processi che prima erano giudicati irreversibili.

reiki

Attraverso l’azione sul corpo sottile è, dunque, possibile che anche patologie gravi, giudicate irreversibili, divengano reversibili?

È possibile e verosimile che lo stato di salute possa considerevolmente migliorare. Le terapie cosiddette “sottili” avvengono tutte in questo modo. Non a caso, alcune di queste hanno il nome “prana” nella loro denominazione.

Ne cito, qui, tre: Reiki, Pranic Healing e Metodo Bowen (detto anche Bowtech). In tutti questi trattamenti, si va ad agire sul corpo sottile in maniera tale da sortire un effetto sul corpo fisico. Si tratta di terapie dove il recupero della salute è dato da un’azione a livello di corpo sottile.

Nel Reiki, disciplina ideata dal giapponese Mikao Usui nei primi anni del 1900, si agisce sui chakra, attraverso un flusso di “energia universale”, energia che dona nuova armonia e porta benessere profondo a tutti i livelli. Il reikista altro non è che un canale attivo di questa energia.

Non a caso il nome Reiki deriva da “Rei”, energia universale, e “Ki”, energia vitale individuale. In questo, il Reiki è molto diverso dalla Pranoterapia, dove il terapista, tendenzialmente, fornisce energia propria. Qui, invece, si limita ad essere un “canale” per l’Energia Universale.

Il Pranic Healing, invece, è stato ideato in epoca più recente dall’ingegnere filippino, di origine cinese, Choa Kok Sui. Consiste di diverse tecniche, tra cui la meditazione e il trasferimento di prana (energia vitale) che, anche in questo caso e a differenza della pranoterapia, viene assunto dall’esterno.

Il metodo Bowen, ideato dall’australiano Tom Bowen, stimola l’autoguarigione lavorando, attraverso la digitopressione, sui centri energetici dell’organismo.

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Terapie naturali: quando un “fiore” può salvare il corpo aiutando l’autoguarigione

È interessante, a questo punto, parlare di alcune terapie che, in qualche modo, aiutano l’autoguarigione. È il caso della floriterapia che ha, in rimedi quali i Fiori di Bach (dal nome del loro scopritore, Edward Bach), una delle sue punte più avanzate e diffuse.

La floriterapia consiste nel somministrare, alla persona, essenze di fiori selvatici che racchiudono, in un qualche modo, le caratteristiche del disagio che si vuole andare a curare. Esiste, cioè, una sorta di corrispondenza tra il fiore/fiori scelti per la terapia e il problema da trattare.

È lo stesso principio dell’omeopatia, la quale, come dice il nome stesso, è un modo per agire a livello “empatico” secondo il principio che “il simile cura il simile”. Qui vengono somministrati, a forte diluizione, quei complessi che sarebbero, a quantità differenti, in grado di provocare la malattia stessa.

Ma come funzionano i Fiori di Bach? Il rimedio, una volta assunto, passa nel sangue e, attraverso il sistema linfatico, raggiunge il sistema endocrino. Qui avviene il “passaggio” verso i corpi sottili: l’informazione viene “letta” dal corpo sottile e, dopo essere stata elaborata, “torna” al corpo fisico.

Per l’omeopatia il funzionamento è piuttosto simile: anche qui vi è la trasmissione di un’informazione a livello infinitesimale. Questa informazione viene “letta” dal corpo sottile, elaborata e ridata al corpo fisico.

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Ma quale tipo di informazione viene letta e ritrasmessa?

Comprendere questo, o almeno cercare di farlo, potrebbe essere la via che apre all’autoguarigione. Ciò che viene fatto dal corpo sottile è “elaborare” le strutture e i messaggi della malattia, ovvero comprendere la malattia stessa su un piano diverso, per poi trasmettere al corpo fisico le modalità per guarire.

L’autoguarigione, a questo livello, è la profonda comprensione della malattia. E forse, in un certo senso, guarire è proprio questo: comprendere. Comprendere non solo la malattia ma anche il messaggio che questa vuole trasmetterci.

In fondo, come già evidenziato, la malattia nasce prima a livello sottile e poi “passa” a livello fisico. In qualche modo, quindi, la malattia stessa non è altro che “l’ultima comunicazione che viene data alla persona per capire che c’è qualcosa che non funziona”.

Progetto dell’anima e malattia

Manuela Pompas, una nota divulgatrice di materie spirituali, afferma che la malattia avviene quando quello che stiamo facendo nella nostra vita non è conforme a quello che è il “progetto dell’anima”, ovvero quello che l’anima aveva “deciso” di sperimentare prima di incarnarsi in un corpo fisico.

Vedere la malattia in quest’ottica più allargata, cambia moltissime prospettive sul disagio fisico e ne permette una maggior comprensione.

Noi non siamo solo il corpo fisico e tutto ciò che avviene a livello fisico è l’interfaccia di qualcosa di più grande, di più esteso, di un flusso che parte dall’infinito e va verso l’infinito. Per farci capire che questo infinito è in noi.

Forse, i rimedi di cui ho parlato prima fanno proprio questo: far sì che il corpo sottile elabori il messaggio e l’informazione della malattia, per riportare benessere e armonia a tutti i livelli, allineando la nostra vita con il progetto dell’anima.

Forse, il “miracolo” è proprio racchiuso qui. In fondo, il vero “miracolo” che possiamo attuare è proprio la consapevolezza. Non a caso, nel Buddhismo, e non solo, il più grande difetto mentale è considerato la non conoscenza. Forse, la malattia deriva proprio da questa non conoscenza, che ci porta a non seguire lo scopo per il quale siamo qui, in questo momento, in questo luogo.

E, forse, la via dell’autoguarigione è proprio questa. Poiché, una volta compreso il “messaggio” profondo che la malattia vuole comunicarci, una volta elaborato il disagio che ad essa ha dato luogo, la malattia potrebbe davvero scomparire, donando alla nostra vita una luce nuova.

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Articolo pubblicato il 18 Aprile 2017Categoria/e: Alle radici del b... benessere al nost... Visualizzazioni: 2179Permalink: https://ww ... tile/
Sergio Ragaini

Articolo di: Sergio Ragaini

Sono Sergio Ragaini, matematico, scrittore e divulgatore. Ho sempre visto la matematica come mezzo per “andare oltre” le percezioni, oltre...