Paura di brillare: l’insidia della paura di splendere

paura di brillare

Quando la tua luce è pronta, ma impari ad adattarti invece di occupare il tuo posto nel mondo.

La paura di brillare è la paura di splendere, la paura di manifestarsi in tutta la propria potenza.

È una paura che, in molti casi, impedisce alle persone di mostrarsi per chi sono davvero. Le porta a farsi piccole, a sminuirsi, a ridursi per non dare fastidio, per sentirsi accettate, per non fare sentire gli altri da meno, per non farli sentire inadeguati.

È una paura spesso nascosta, di cui non sempre si è consapevoli, che vive nelle memorie del corpo e dell’anima.

Chi è cresciuta in contesti familiari e sociali dove l’omologazione era premiata e l’essere diverse, brillanti, piene di talento, più intelligenti, più capaci, più sensibili, più intense, più vere, veniva mal giudicato o punito – attraverso critica, bullismo, esclusione – sviluppa facilmente una paura profonda della propria luce.

In questo articolo approfondiremo cosa nasconde la paura di brillare, quali scelte ti fa fare, due casi reali e come superarla per iniziare a occupare il tuo posto.

Come si esprime la paura di brillare

La paura di brillare non si presenta quasi mai in modo esplicito. Raramente una donna dice a se stessa: “Ho paura di splendere”.

Più spesso questa paura si manifesta attraverso comportamenti sottili, automatici, normalizzati, come ad esempio:

  • Non dai valore a ciò che fai
  • Minimizzi i tuoi successi
  • Non dici quello che pensi
  • Stai in disparte anche quando avresti tutti i motivi per non farlo
  • Ti uniformi a ciò che fanno gli altri
  • Eviti di distinguerti anche quando potresti
  • Procrastini decisioni che ti fanno mettere in gioco
  • Ti senti bloccata nel fare azioni pratiche verso ciò che desideri
  • Quando stai per fare un passo che ti eleva professionalmente o personalmente, vai in tilt
  • Ti dai standard altissimi, vicini al perfezionismo, per giustificare l’immobilità

Questo accade perché, a livello profondo, non ti senti al sicuro nel brillare. La narrazione, spesso inconscia, che si muove dentro di te ti impedisce di emergere nella vita.

La paura di brillare non è paura di esporsi

La paura di brillare, di splendere, può accompagnarsi alla paura di esporsi, ma non sono la stessa cosa.

Chi ha paura di brillare spegne la propria luce:
nasconde i propri doni, le proprie capacità, non si valorizza, rimane tra le fila di quelle comuni, “una tra tante”, convincendosi che chiunque potrebbe fare ciò che fa lei.

Spesso questa paura è legata anche alla paura della propria grandezza:
meglio restare dove si è, piuttosto che usare davvero le proprie capacità per brillare.

La paura di brillare ti fa adattare

Siamo state educate ad adattarci, a compiacere, a stare zitte, a non fare rumore, a non rivelarci, a renderci accettabili, arrendevoli, accomodanti, a stare al nostro posto.
Molte donne imparano presto a giocare in piccolo.

Imparano a essere meno di quello che sono per evitare sguardi, giudizi, rifiuti, silenzi che feriscono. E imparano a portare sulle spalle il peso del senso di colpa e della vergogna:

  • se si mettono in luce
  • se prendono “troppo” spazio
  • se hanno successo
  • se si prendono merito
  • se esprimono le proprie idee
  • se occupano il proprio posto
  • se si mostrano nella propria verità

Quando invece di occupare il tuo spazio, impari a farti piccola

Anche tu potresti aver imparato a:

  • non farti notare anche se potresti
  • rimpicciolirti per farti accettare
  • essere meno di quello che sei
  • non mostrarti se non sei autorizzata
  • stare al tuo posto per essere approvata
  • non brillare troppo per non attirare invidia e critiche
  • tacere per non far sentire gli altri inferiori
  • trattenerti per non mettere gli altri a disagio.

Non sempre abbiamo vicino persone abbastanza mature da saper gioire dei nostri successi.
Il nostro brillare le mette a disagio perché fa loro da specchio su ciò che non hanno avuto il coraggio di fare.

Così, per il quieto vivere, per non deludere, per non risultare arroganti e presuntuose, per non risultare “troppo”, si impara a conformarsi. Si impara a non distinguersi.

Colloquio di allineamento

Se hai fatto tanto, ma il passaggio non è ancora avvenuto, e senti di essere pronta un salto vero, il primo passo è il colloquio di allineamento.

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Quando la tua luce è pronta ma qualcosa ti tira ancora indietro

Per chi sente di essere qui su questa Terra per realizzare qualcosa di grande, per lasciare un’impronta, la paura di brillare è una delle paure più insidiose.

Perché anche se sei una donna forte, coraggiosa, ambiziosa, che ha già camminato strade e realizzato tanto, la paura di splendere può farti vacillare. Può impedirti di seguire la strada che senti, di mostrare i tuoi doni, di riconoscere il tuo valore e il valore di ciò che fai, di fare i passi necessari per rendere concreto il progetto della tua Anima.

Brillare di luce propria non garantisce accettazione.
Spesso porta critiche, rifiuto, esclusione.

E lì serve postura.
Serve una versione di te capace di reggere la propria luce.

Coerente.
Integra.
Vera.

La tua verità brucia.
È viva.
L’hai solo coperta di cenere per sopravvivere.
Ma il fuoco è ancora lì.
Lo senti nelle viscere, nelle intuizioni che non segui, nei desideri che trattieni, nelle parole che soffochi in gola.

La paura di splendere non resta confinata dentro di te come un sentire astratto.
Si manifesta nelle scelte concrete, nei contesti in cui la tua luce dovrebbe trovare espressione: nel lavoro, nella vocazione, nella missione, nel modo in cui ti posizioni nel mondo.
È lì che la paura di brillare mostra con più chiarezza il suo effetto.

Paura di brillare nel lavoro: due casi reali

Molte delle donne che ho accompagnato avevano questa paura.
Donne con missioni dell’anima significative che non stavano incarnando per la paura di brillare.

Una di loro aveva imparato a fare la modesta perché la nonna le aveva insegnato che “chi si loda si imbroda”.
Brillare non era permesso.
Essere ambiziosa non era permesso.

Questo stava limitando la sua espansione, non permettendole di farsi notare e mantenendola nel perfezionismo.
Creava progetti straordinari senza dar loro valore, sentendosi poi messa in ombra da chi faceva meno di lei ma lo dichiarava apertamente.

Inoltre, portava dentro una convinzione profonda: mettersi in luce è da “gasate”. Questo faceva sì che non si esponesse mai davvero, aspettando inconsciamente un’autorizzazione esterna.

Quando si è data il permesso di brillare, ha pubblicato un libro di successo e dato vita a un progetto ambizioso dedicato allo sviluppo della leadership attraverso l’intelligenza emotiva, mettendoci finalmente la faccia.

Quando la paura di brillare è memoria di pericolo

Un’altra donna che ho accompagnato portava un vero e proprio mandato genealogico di non emergere, elevarsi, brillare.
Era la prima della sua linea a poter incarnare il diritto di brillare, destinata a rompere la catena, ma portava dentro due lealtà contrapposte:

  • se emerge e brilla, tradisce la madre e le donne che si sono adeguate
  • se non emerge e brilla, tradisce il padre, che la vuole realizzata ma perfetta.

La sua anima diceva: “Sei qui per ruoli alti”.
Il corpo rispondeva: “Fermati. Non è sicuro”.

Nel suo sistema nervoso, brillare era associato al pericolo.
Nelle sue memorie, mettersi in luce significava esporsi a una minaccia reale.
Per questo si sentiva un’impostora, non perché dubitasse delle proprie capacità, ma perché sentiva di occupare un posto che non le era concesso.

Non a caso, il suo impostore si attivava solo quando saliva di livello, quando entrava in territori dove la sua genealogia femminile non aveva avuto diritto di cittadinanza.

Quando quella parte identitaria è stata lasciata andare, ha potuto avanzare verso la messa a terra della sua missione: un progetto innovativo nel mondo tessile.

Come si supera la paura di splendere?

Superare la paura di splendere non significa convincersi mentalmente che essere se stesse è “buono e giusto”.
Significa attraversarla, creando le condizioni interiori per sentirti al sicuro nel brillare.

Significa sviluppare una postura interiore che ti sostiene, che ti permette di mettere confini, di reggere lo sguardo, di restare nella tua verità senza ritrarti.

Non attraversare questa paura, invece, ti porta ad accontentarti, a rinunciare, a chiedere permesso, a occupare ruoli marginali, invece di andarti a prendere quel posto che ti spetta e manifestare ciò per cui sei nata.

Per sentirti al sicuro potresti aver imparato a confonderti con l’ambiente, ad adattarti, a compiacere, a nasconderti.
Queste sono strategie di sopravvivenza antiche.
Ti hanno protetta un tempo.
Ora ti impediscono di splendere.

Riconoscerle è il primo passo per iniziare a lasciarle andare.

Il passaggio dal nasconderti al brillare

Questo passaggio non avviene con la forza.
Avviene stando nella verità.
Stando nel sentire.
Permettendo alla verità di sciogliere le difese che hai costruito e che ora non ti servono più.

Avviene creando sicurezza nel corpo e nella vita quotidiana, attraverso disciplina gentile e radicamento.
Anche una pratica come “12 minuti per te” può essere un primo passo per radicarti, riconnetterti al corpo e iniziare a occupare il tuo spazio.

È il passaggio dal controllo alla fiducia.
Dal combattere al permettere.
Dalla difesa alla sovranità.

Chi saresti se smettessi di usare quelle strategie antiche?

Questa domanda non chiede una risposta mentale.
Chiede ascolto.

La nostra più grande paura

Concludo con queste parole di Marianne Williamson:

La nostra più grande paura
non è quella di essere inadeguati.
La nostra più grande paura
è quella di essere potenti oltre ogni limite.
È la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo: chi sono io per essere brillante, piena di talento, favolosa?
In verità, chi sei tu per non esserlo?
Sei figlia di Dio.
Il tuo giocare in piccolo
non serve al mondo.
Non c’è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicché gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
in tutti noi.
E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.

Valeria Antonelli

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Valeria Antonelli
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Valeria Antonelli
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