Smettere di pensare troppo per fare spazio all’intuito

pensare troppo
Photo by Molnár Bálint on Unsplash

Pensare troppo (overthinking) è un’attività meccanica, passiva, che non ha nulla a che vedere con l’autentico pensare. È quel rumore che ascoltiamo tutti i giorni nella testa, che ci fa passare da un pensiero all’altro, da un ricordo all’altro, in maniera casuale senza giungere mai davvero a una conclusione.

Pensare troppo fa male e ingigantisce ogni cosa

Preoccupazioni, paure, insoddisfazione, frustrazione, sofferenza, sono tutte situazioni che possono innescare l’overthinking, un circolo vizioso di pensieri che girano in loop e affollano la nostra mente allontanandoci dal presente. Dal qui e ora.

Quello che accade è che, immerse nei propri film mentali, non si è più in grado di prestare una vera attenzione a quello che si sta facendo o a quello che si prova realmente. Perché la nostra mente è lì che vaga verso ciò che ci sta preoccupando o ha risvegliato in noi una certa emozione: un ricordo, una situazione, un accadimento. E non smette di pensare.

Si tende ad ingigantire ogni cosa, perché quei pensieri si alimentano l’un l’altro rafforzandosi, spesso anche creando nuovi problemi dal nulla. È il nostro bisogno atavico di sicurezza che ci porta a ricercare verità rassicuranti. Il punto è che questo, in molti casi, avviene anche a costo di rendere vera una realtà che non lo è. Una sorta di autoinganno che condiziona il nostro agire e le nostre scelte.

Quasi certamente, chi ha bisogno di tenere tutto sotto controllo e di gestire ogni cosa della propria vita nei minimi dettagli, andrà più facilmente incontro all’overthinking. Perché, nel momento in cui si troverà a vivere situazioni ed eventi in cui questo non è possibile, li affronterà analizzandoli fino allo sfinimento.

Qual è la conseguenza del pensare troppo?

Una grande confusione. Una mancanza di chiarezza che porta a non sapere quali decisioni prendere e quindi a rimandarle. Perché la confusione alimenta la paura di sbagliare, particolarmente quando non si ha fiducia in se stesse. Non a caso la confusione è un’emozione che appartiene alla famiglia della paura. E fa esitare, ruminare, rimunginare, procrastinare. Tiene bloccate. Con mille dubbi.

La volontà e capacità di agire sono compromesse, poiché quei pensieri ostacolano. E il non smettere di pensare diventa un impedimento che àncora a situazioni che vanno strette. Che poi si somatizzano nel corpo attraverso dolori, rigidità, fastidi e sintomi vari. Perché il corpo comunica con noi sempre. È il suo modo di farci capire che nella nostra vita c’è qualcosa che non va. E, non di rado, questo qualcosa è nella nostra testa, nelle nostre convinzioni. In quei pensieri a cui rimaniamo attaccate.

Pensare troppo, poi, non aiuta ad ascoltare l’intuito. La nostra bussola interiore. Quella che ci mette in contatto con le nostre verità. Quelle più profonde. Quelle che ci permettono di superare l’insicurezza e la confusione e compiere le scelte più giuste per noi in ogni momento. Per non ritrovarci, magari a distanza di tempo, a percorrere una strada che non è la nostra. A seguire una direzione che non è quella in cui desideriamo davvero andare.

Perché capita.

Un loop di frustrazione e insicurezza che intrappola

Pensare troppo alimenta il giudizio e i sensi di colpa. Tiene nel conosciuto, fa agire sempre nello stesso modo, avvolge in un manto di insicurezza che impedisce di essere un punto fermo per se stesse. Perché nel momento in cui si lascia campo libero ai pensieri, ecco che scattano elucubrazioni e trip mentali, insieme a domande quali: «Sarò abbastanza brava, abbastanza capace? Starò prendendo le decisioni giuste? E se invece stessi sbagliando tutto?».

Così, si smette di esprimersi liberamente. E si inizia a modellarsi per piacere alla propria famiglia, agli altri. Per soddisfare le loro aspettative. Dando più valore ai loro bisogni e desideri, piuttosto che ai nostri. Allontanandoci così, sempre di più, dal nostro potere personale. Per poi sentirci frustrate e insoddisfatte della nostra vita.

L’overthinking diventa, alle volte, un mezzo per prendere le distanze dalle proprie emozioni. Ci si rifugia nella mente, nei pensieri per non sentire. Si soffoca la voce del corpo, per non ascoltare. Si chiude il dialogo con il proprio intuito per poter far finta che vada tutto bene.

La mia esperienza di vita mi ha, però, insegnato che non è pensando e ripensando, o allontanandosi dal sentire, dall’ascolto di se stesse e del proprio intuito, che si trova la strada per essere pienamente felici.

Come smettere di pensare troppo

Per aiutarti a sgombrare il tuo spazio mentale, ridurre quel rumore nella testa, dipanare la confusione e permettere al tuo intuito di manifestarsi, ti invito a sperimentare queste 7 pratiche.

1. Prendi nota dei tuoi pensieri con il journaling

Prendere nota dei tuoi pensieri ripetitivi è il primo importante passo che puoi fare per smettere di pensare troppo. Puoi scriverli a mano su un quaderno o su un diario. Questo ti aiuterà a buttarli fuori e alleggerire la tua mente. Può esserti utile anche tenere traccia degli episodi in cui ti capita di entrare nel circolo vizioso dei tuoi pensieri.

In questo caso, per ogni episodio descrivi il tuo stato d’animo, quale accadimento lo ha provocato, con chi eri e dove, quali ricordi sono emersi. Lo scopo è individuare le persone, i luoghi o le situazioni che scatenano il tuo overthinking. E acquisire consapevolezza di cosa si cela dietro quel pensare troppo. Potrebbero essere alcune convinzioni limitanti e/o bisogni non soddisfatti.

2. Pensa con uno scopo

Pensare con uno scopo significa tenere la mente impegnata in qualcosa che decidi tu. Può essere la lettura di un libro, la visione di un film, il recitare qualcosa, lo scrivere un testo, il fare di conto, l’osservare il paesaggio per coglierne i particolari e qualunque altra attività che impedisca alla tua mente di vagare senza meta. Queste attività ti aiutano a tenere la tua attenzione focalizzata e non pensare troppo. 

3. Radicati nel corpo

Una pratica molto utile quando non si riesce a smettere di pensare e/o si vive troppo nella testa è il radicamento (grounding): connettersi con la terra, con il corpo, attraverso i piedi (possibilmente nudi).

Se ne hai la possibilità, quindi, fai questo esercizio all’aperto, in natura, scegliendo un luogo dove ti senti al sicuro e con una certa privacy. In alternativa svolgilo a casa, scegliendo uno spazio e un momento della giornata in cui non essere disturbata. Se ti è possibile togli le scarpe così da sentire il contatto con la terra (pavimento) sotto i tuoi piedi.

Procedi così:

  • Stai in piedi, assumi una postura rilassata e chiudi gli occhi.
  • Respira in modo lento, profondo, regolare, inspirando dal naso ed espirando dalla bocca.
  • Porta la tua attenzione ai piedi e senti come la pianta dei tuoi piedi aderisce al suolo. 
  • Percepisci il peso del tuo corpo sui tuoi piedi, fino a terra.
  • Poi immagina delle radici che si dipartono da sotto i tuoi piedi e scendono giù dentro la terra. Le puoi sentire che affondano nel terreno e vanno sempre più in profondità, radicandoti.
  • Lasciati pervadere da questa sensazione di connessione con la terra sotto di te attraverso i piedi ed estendila al resto del corpo.
  • Continua a respirare lentamente e profondamente. E ad ogni inspiro assorbi l’energia della terra attraverso i tuoi piedi, le tue radici e sentila fluire in tutto il tuo corpo fino alla testa. E da qui fuoriuscire insieme ai tuoi pensieri per ritornare alla terra.
  • Stai in questo respiro circolare fino a quando sentirai la tua mente sgombra dai troppi pensieri. Poi concludi ritirando le tue radici dalla terra. Riapri gli occhi. Ringrazia.

4. Fluisci con il vento

Cogli l’occasione di giornate ventose per andare in natura. Cerca un albero alto con una bella chioma che risponda al vento. Appoggia le due mani sul tronco, all’altezza del viso. Poi, appoggia anche la pancia, il cuore e la fronte sul tronco. Posiziona i piedi in modo da essere comoda e poter mantenere una postura immobile per qualche minuto. Senti l’albero muoversi, ondeggiare, rispondere al vento. Assapora, respira. Immergiti nella vita dell’albero, nel suo ondeggiare, per qualche minuto. Così da smettere di pensare.

Poi staccati di qualche passo dall’albero, alza le braccia al cielo e inizia a muovere il tuo corpo ondeggiando. Lasciati muovere dall’energia del vento che soffia tutto intorno a te. E mentre lo fai immagina che i tuoi pensieri, come nuvole, inizino a fluire dallo spazio della tua mente verso l’esterno, nel cielo sopra di te. E stai in questo fluire per tutto il tempo che ti è necessario ad alleggerire la tua mente, a lasciar andare i tuoi pensieri. Trova poi il modo di concludere questo momento di connessione con l’albero che hai scelto e con il vento. E lascia loro un pensiero di gratitudine.

5. Coltiva l’immaginazione

L’immaginazione è uno degli strumenti per me più utili per aggirare la mente razionale e smettere di pensare in modo passivo. È la capacità di costruire nuovi mondi partendo da ciò che conosciamo. È la mente che si libera da ciò che conosce per creare qualcosa di nuovo. Scomponendo e ricomponendo per cambiare il nostro punto di osservazione. Per trovare nuove soluzioni. Per trasformare gli ostacoli in opportunità. Perché le immagini mentali influenzano le nostre azioni. È scientificamente dimostrato.

Per aiutarti a coltivare l’immaginazione puoi avvalerti delle carte di ispirazione (in commercio ne trovi tantissime tra cui scegliere). Prendi il tuo mazzo ed estrai una carta. Poi, partendo dall’immagine raffigurata nella carta poniti queste domande: «Qual è la storia narrata da questa immagine? Dove si svolge? Chi è il protagonista? Cos’è accaduto poco prima? Cosa accadrà a breve?». L’obiettivo è allenare l’immaginazione inventando una narrazione intorno all’immagine della carta. Lascia che le parole, le immagini, le emozioni, le riflessioni fluiscano libere, senza filtri, senza censure. Da dentro a fuori.

Questo ti permetterà anche di ripensare alla tua vita e di sognare come cambiarla, affinché possa donarti ogni giorno gioia e soddisfazione.

6. Ritrova il silenzio con la meditazione

La meditazione è una pratica che ti aiuta a ritrovare calma, armonia e silenzio interiore. La sua essenza consiste nel lasciare che i tuoi pensieri scorrano senza cercare di prevenirli, reprimerli o giudicarli, ma limitandoti a osservarli per poi lasciarli andare. Meditare ti aiuta a non farti trascinare da quel flusso incontrollato di voci nella tua testa, ma di osservarlo senza reagire. Perché finché sarai in balia di quella mente che non smette di pensare troppo, non avrai lo spazio per ascoltare l’intuito e farti guidare nelle scelte di vita. Per iniziare puoi avvalerti delle numerose pratiche meditative guidate che trovi su YouTube e Spotify.

7. Riconnettiti con il tuo centro

Stare troppo nella testa ti fa perdere il contatto con te stessa, con il tuo centro. Perché la tua attenzione è tutta rivolta a quei pensieri che ti portano via. Centrarti ti rende capace di non farti trasportare. Ti àncora al qui e ora, ti aiuta a calmare la mente, a non pensare troppo. A interrompere il pilota automatico che guida il tuo agire, le tue scelte. E riaprire il cassetto dell’intuito.

Procedi così.

Porta la tua attenzione al respiro. Fai alcuni respiri consecutivi lenti e profondi. Osserva l’aria che entra e l’aria che esce. E stai in ascolto del tuo corpo, delle sue sensazioni. Un ascolto gentile, rispettoso. Se avverti delle tensioni, scioglile portando lì il tuo respiro. E se ti accorgi che stai pensando, non giudicarti. Osserva, invece, questo pensiero e accompagnalo ad allontanarsi, riportando ogni volta l’attenzione al tuo respiro.

E se vuoi ricevere un piccolo aiuto in tal senso, puoi iscriverti alla mia newsletter. Riceverai subito in regalo la mia pratica audio guidata per tornare al centro di te, attraverso il respiro e il corpo.

Smettere di pensare troppo per vivere bene e in salute

I pensieri sono come nuvole che attraversano il nostro cielo. Non è possibile fermarli. Loro arrivano, sostano per un po’ e poi se ne vanno. Quando ci si ritrova a pensare troppo, però, è come se quelle nuvole, durante il loro passaggio, lasciassero cadere dell’acqua sporca dentro di noi che via via si deposita creando una sorta di pozzanghera stagnante che, nel tempo diventa malsana e ci avvelena.

Allora, inizia oggi a pensare di meno. E poi dimmi l’effetto che fa.

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Valeria Antonelli
Scritto da
Valeria Antonelli
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