Amor proprio: 8 ingredienti che non possono mancare

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La prima relazione d’amore l’abbiamo con noi stessi. Non a caso l’amor proprio è un ingrediente fondamentale del nostro ben-essere e della nostra felicità.

Cosa significa amor proprio?

È un volersi bene per stare bene e vivere bene. È un amare se stessi a tal punto da agire con intenzione per sviluppare e mantenere il proprio equilibrio e benessere, a dispetto delle prove che la vita ci pone di fronte.

L’amor proprio cresce a partire dalle scelte che si compiono ogni giorno, dalle azioni che si fanno (o non si fanno), dai pensieri che si alimentano, dalle decisioni che si prendono, dagli atteggiamenti che si assumono, dal valore che ci si dà, dal modo in cui si reagisce a ciò che ci succede.

L’amore per se stessi è quella leva che ci porta a volere per noi una felicità vera e duratura e ad agire per ottenerla.

Perché non c’è amor proprio

La mancanza di amor proprio deriva dall’idea che tutto sia più importante e urgente della propria vita.

Terenzio Traisci

Il mondo esterno, l’altro, ha sempre la priorità. Può trattarsi del lavoro o della famiglia, delle richieste di capi, colleghi, clienti o di quelle di figli, genitori, compagni, amici. E a queste priorità si dà sempre la precedenza in termini di energie, attenzioni, pensieri.

I motivi più comuni per cui questo accade sono la paura del giudizio degli altri, il disagio, l’imbarazzo, il timore di passare per cattivi ed egoisti e il non assumersi la responsabilità della propria vita, preferendo delegare all’esterno (obblighi, crisi, tempo, soldi, lavoro, governo, sfortuna, universo, Dio, ecc.) tutte le cause dei propri problemi e frustrazioni, focalizzandosi su ciò che non si può controllare, cercando colpe e colpevoli negli altri.

Ma se tutte le nostre energie sono rivolte verso l’esterno, nel tentativo di soddisfare le richieste degli altri, quante ne rimangono da dedicare a se stessi?

Amor proprio non è egoismo

Ritagliarsi del tempo per sé, dedicarsi delle attenzioni, concedersi ciò di cui si ha bisogno in un determinato momento, permettersi di costruire la propria vita in modo autentico, in funzione di cosa si vuole e di cosa per noi conta davvero, non è egoismo, è un sano amor proprio.

Egoista è chi si preoccupa solo di se stesso e sfrutta gli altri per il proprio tornaconto.

Volersi bene, quindi, non ha nulla a che vedere con l’egoismo. Volersi bene non significa preoccuparsi solo di se stessi né, necessariamente, sfruttare gli altri o non fare nulla per loro.

La trappola delle brave persone

Il punto è che, spesso, l’educazione che si riceve punta in un’altra direzione, dove sono gli altri a essere al centro delle nostre attenzioni, del nostro tempo, delle nostre carinerie, dei nostri riguardi, dei nostri “mi dispiace”, “perdonami”, “grazie”, “ti amo”, e via dicendo. Il nostro sguardo viene allenato a rivolgersi in primis ai bisogni degli altri, piuttosto che ai propri. Perché ci è stato insegnato che le brave persone sono sensibili, attente, generose, disponibili…

Così, quello che succede è che si diventa incapaci di riservare del tempo per se stessi, per amarsi e prendersi cura di sé. Anzi, ci si sente pure in colpa se e quando lo si fa. Il senso del dovere prende il sopravvento, impegnandoci senza sosta nel lavoro e in famiglia, facendoci perdere di vista i nostri progetti, desideri, sogni.

Ci si spreme nell’accudire gli altri senza badare a quanto questo ci procura stanchezza, nervosismo, insoddisfazione, stress. Ci si trascura, si riposa poco, ci si arrabbia molto, ci si lamenta in continuazione e si pensa sempre al peggio. Per limitare il disagio che si prova, ci si butta su cibo, fumo, alcol, droghe, psicofarmaci. Spesso, poi, si portano avanti relazioni che non soddisfano, un lavoro che non si ama, un’alimentazione per nulla salutare.

Come sarebbe la tua vita con un pizzico di amor proprio?

Che tu sia una persona che vuole avere più cura di se stessa ma non ci riesce, o che riesce a volersi bene solo con il giusto equilibrio tra lavoro e affetti, o che non si vuole affatto bene, iniziare a coltivare l’amor proprio ti aiuterà a guardare i problemi di ogni giorno da una nuova prospettiva, a dipanare quell’insoddisfazione che non ti abbandona, a riempire quel senso di vuoto che non riesci a colmare, a superare l’affanno e la frustrazione di non aver fatto abbastanza, ad avere attenzioni verso di te e volerti bene senza pensare che questo ti rallenti e ti faccia perdere tempo.

E, ancora, a metterti al primo posto senza considerarlo egoistico, a ritrovare te stesso, a mostrarti per quello che sei anziché fingere una perfezione che non esiste, a tornare in possesso del tuo potere personale anziché rinunciarvi in favore di altri, a credere di più in te stesso e assumerti la responsabilità della tua vita, a destinare soldi per il tuo benessere psicofisico considerandolo un investimento anziché una spesa.

Volersi bene non è una meta da raggiungere dopo che hai risolto tutti i problemi (se mai ci riuscirai), è lo strumento per risolverli.

Terenzio Traisci

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Come coltivare l’amor proprio

L’amor proprio è come un seme prezioso di cui prendersi cura giorno dopo giorno con pazienza e dedizione. Può germogliare, crescere e prosperare oppure no. Tutto dipende da te. Per aiutarti a nutrirlo abbonda pure con questi ingredienti:

1. Accetta chi sei

Amor proprio significa accettarsi per quello che si è, pregi e difetti inclusi. Sembra ovvio eppure non è così scontato. Il rifiuto di sé (anche inconsapevole) è molto comune. Se così non fosse non faresti di tutto per apparire diverso da come sei. E perché vuoi apparire diverso? Perché ti giudichi inadeguato rispetto agli standard imposti da qualcun altro.

La paura del giudizio degli altri è, spesso, talmente forte da indurti a fare carte false pur di crearti un’identità desiderabile, in primis a te stesso. Così, per piacere, compiacere ed essere accettato dagli altri, ti nascondi dietro una serie di maschere che ti costringono in ruoli, status, facciate, impedendoti di esprimere te stesso per quello che realmente sei.

Come se, l’essere così come sei, non andasse bene. Non hai bisogno di essere diverso da quello che sei, il mondo ha bisogno della tua unicità. Che senso ha continuare a fare degli sforzi incredibili per rincorrere un’idea di perfezione che non esiste? Credi davvero che annullare la tua identità ti porti qualche vantaggio?

Rivolgi lo sguardo dentro di te. Non continuare a cercare fuori. Inizia a farti le domande giuste, ad ascoltare i tuoi bisogni più autentici, ad aprire quel cassetto dove hai chiuso i tuoi sogni. Ritorna a te.

2. Rispettati

Non può esserci amor proprio se non c’è rispetto di sé. Più accetti, ami e rispetti te stesso, meno avrai bisogno dell’approvazione degli altri. Più elimini questa necessità di approvazione, più sarai libero di esprimere te stesso, meno sentirai il bisogno di punirti per il fatto di non essere come gli altri si aspettano da te.

Questo non significa che sarai immune alle critiche, ma la tua autostima non può dipendere dal giudizio che gli altri hanno di te. E poi ricordati che le persone criticano continuamente sulla base di ciò che credono. Ma ciò che credono è un problema loro non tuo. Quindi, non farti il sangue amaro per quelle critiche. Non devi dimostrare niente a nessuno.

3. Smettila di dire SÌ quando vorresti dire NO!

Qual è il vero motivo che non ti fa dire di NO a una richiesta, quando è esattamente la risposta che vorresti dare? Qualcosa del tipo…

  • E se mi giudica male?
  • E se rimane deluso/a per il mio comportamento?
  • E se poi mi sento in colpa?
  • E se me lo fa pesare?
  • E se poi non mi ama più?
  • E se poi non mi vuole più?
  • E se… E se…

Che cosa ti aspetti di ottenere in cambio del tuo sì?

Magari non lo sai neanche tu perché non te lo sei mai chiesto. Oppure lo sai. Il punto è che non è scritto da nessuna parte che devi dire di “sì” a tutto e a tutti. Se gli altri ci rimangono male per il tuo “no” è responsabilità loro non tua. Le loro emozioni sono qualcosa che non dipende da te, ma dalle loro pretese, dalle loro aspettative. La tua vita non è la loro, le loro opinioni non sono le tue, le tue scelte non devono essere approvate.

Amor proprio significa imparare a sceglierti accettando anche la possibilità di scontentare gli altri. E non dimenticare che, talvolta, quando dici “sì” agli altri, stai dicendo “no” a te stesso.

4. Cambia il tuo modo di guardare le cose

Ogni tanto cambiare la tua prospettiva di visione delle cose può essere estremamente utile al tuo amor proprio, perché ti insegna ad andare oltre ciò che è solito e ampiamente condiviso. Mantenere il consueto punto di vista è certamente più rassicurante, comodo e non pone rischi di giudizi e critiche esterne ma non è detto che sia la scelta migliore, quella che ti permette di capire e di comprendere anche realtà molto lontane dalla quella che ben conosci.

Modificare la prospettiva significa aprirsi al cambiamento. È un po’ come salire su una scala per togliere le ragnatele dal soffitto. Il punto di vista cambia completamente da lassù e si possono notare dettagli a cui prima non si faceva caso. E sono proprio quei dettagli che spesso fanno la differenza e aiutano a svoltare.

Quando ti trovi ad affrontare un problema, piccolo o grande che sia, invece di farti subito travolgere dalla tempesta intorno e dentro di te, fermati. Fai un bel respiro profondo. Poi prova a guadare quel problema come se tu fossi su quella scala. Questo ti aiuterà a prendere le distanze e a non identificarti con i pensieri e le emozioni che ti stanno controllando.

5. Non temere i momenti difficili

Le difficoltà fanno parte della vita e ti permettono di portare alla luce qualità come forza, resilienza, coraggio. Superare i momenti difficili richiede, infatti, di mettere in campo numerose risorse, risorse di cui spesso disponi senza esserne pienamente consapevole.

Farti prendere dal panico e dalla paura non aiuta, anzi peggiora la situazione lasciandoti privo di energia da mettere in campo. Per questo è importante agire prima di tutto per ritrovare serenità, calmare la mente e le emozioni praticando, per esempio, il respiro consapevole (fai alcuni respiri consecutivi, lenti, attenti e profondi).

Poi, evita di opporre resistenza, lascia che sia, accetta il momento, vivilo. Perché quanto più cerchi di resistere e opporti alle difficoltà, tanto più lontano sarai dal risolverle. I momenti difficili arrivano perché servono alla tua crescita ed evoluzione personale. C’è una lezione da imparare.

L’atteggiamento è tutto. Fare la vittima non serve. Restare nella convinzione che la causa del tuo disagio sia una situazione esterna non voluta da te è solo la scusa che ti racconti per non agire e non ti aiuterà a uscire dal dolore che provi. Iniziare ad assumerti la responsabilità della tua vita invece sì.

Quindi, se è vero che non puoi evitare i momenti difficili, puoi però decidere come affrontarli, senza dimenticare che, spesso, sono proprio i momenti difficili che ti aiutano a capire chi sei, cosa vuoi, cosa per te conta davvero. E questo non può che contribuire ad accrescere il tuo amor proprio.

6. Infrangi le regole inutili

Qualunque impresa, sia essa personale o lavorativa, ha bisogno di metodo. Seguire delle regole è dunque fondamentale per avere successo. Tuttavia è altrettanto fondamentale saperle rompere quando diventano delle gabbie che ti impediscono di fare i passi nella direzione del tuo benessere e della tua felicità.

E ti dirò di più. Infrangere le regole inutili e disfunzionali di cui hai infarcito la tua vita è estremamente liberatorio. Puoi iniziare facendo un elenco di tutte le convinzioni che hai riguardo un certo aspetto della tua vita e domandarti, per ciascuna, se è sempre vera oppure no.

Poi riscrivi, ribaltando completamente, le convinzioni che per te non sono né vere né produttive e inizia a cercare, nella tua vita e nel mondo che ti circonda, le prove che le tue nuove convinzioni sono non solo possibili ma vere e reali.

Infrangere le regole significa andare al di là delle verità che qualcun altro ha confezionato per te. Coltiva il tuo amor proprio e allenati alla disobbedienza.

7. Perdonati

Sappiamo essere giudici molto severi con noi stessi. Il perdono (per-dono) è un dono che fai a te stesso ed è un ingrediente che nell’amor proprio non può mancare. È un lasciar andare per essere libero, una possibilità concreta di sganciarti da un dolore che ti tiene prigioniero, sia esso un senso di colpa o un sentimento di vergogna per un’azione compiuta. Se serve, ripeti a te stesso che fallire è lecito, sbagliare è permesso e che non hai alcun bisogno di ricevere l’approvazione degli altri, poiché l’unica persona a cui chiedere l’approvazione sei solo tu.

8. Penditi cura di te

Prendersi cura di se stessi sembra la cosa più semplice e facile di questo mondo. Eppure, dedicarsi il giusto tempo e le giuste attenzioni, gratificarsi, coccolarsi, ascoltarsi, amarsi, non è mai così scontato. Particolarmente quando si sta attraversando un momento difficile. Perché è proprio nei momenti “no” che si tende, invece, a non farlo, scavando sempre più in profondità il proprio buco nero, con tutte le conseguenze del caso.

Quando c’è amor proprio la priorità sei tu e la cura di te diventa una naturale conseguenza. Impara a difendere il tuo tempo personale dai doveri, dagli impegni e dalle continue richieste degli altri. Ascoltare il tuo corpo può essere un buon modo per capire quando è il momento di mettere te stesso al primo posto e chiudere il resto del mondo fuori, in barba ai sensi di colpa.

Se c’è amor proprio…

L’amor proprio è come un sole che illumina la tua strada anche quando si fa buio, che ti guida nei momenti difficili, che ti sostiene quando perdi il ritmo, il coraggio e la direzione della tua vita.

Come afferma Oscar Wilde,

Amare se stessi è l’inizio di una storia d’amore lunga tutta la vita.

Tutto inizia e finisce a partire da te. Sei tu lo strumento più importante da custodire e salvaguardare. Impara a sceglierti e amati tanto.

Concludo questo articolo con una domanda: «Qual è la cosa più semplice che puoi fare ora per prenderti cura del tuo amor proprio?».

Ti aspetto nei commenti.

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Valeria Antonelli
Scritto da
Valeria Antonelli
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